Considerazioni di una vongola sulla vita (in collegamento da Berlino, Dio CurryWürst)


Mi sento una vongola.
Le vongole di solito vivono sotto la sabbia o sotto il fango o sotto la merda e poi vengono prese e raccolte in questi sacchetti a retina di pastica dove sono tutte arzille e pimpanti anche se all’aria. Esse vivono benissimo anche così. Il mio è un ragionamento un po’ contorto e abbastanza divertente ma mi sento una vongola perché sono stata sotto la sabbia sotto tanto tempo, qualcuno mi ha presa e mi ha scoperta e mi ha fatto vivere anche se in una retina di plastica. Poi, arrivata a destinazione, sono stata messa in un frigo ad aspettare che accadesse qualcosa. Quel qualcosa è successo: sono finita in un lavandino a spurgare, illusa di vivere di nuovo in acqua salata, felice. E invece no, è tutto finto, sono solo pronta ad essere sbattuta, sballottata in un contenitore pronta per essere uccisa.
Ecco, io ora sono una vongola morta. Magari con degli spaghetti vicini ma in realtà mi sento più una vongola nel sauté.
Questo l’ho scritto solo perché mi piaceva come paragone, per il resto, specificatamente non so bene le allusioni che voglio far cogliere.
Comunque, io ora sono sull’aereo che mi fa tornare a Berlino.
Sapete, sono due mesi che sono lì, mi sono divertita, ho lavorato in un bel ristorante a Gendarmenmarkt, sono stata felice e ho conosciuto per la prima volta quella che forse si chiama disperazione. Ma questi sono dettagli della Giulia umana, quella sentimentale, non quella che deve deliziarvi con porcoddii e cristommerda (ricordatevi sempre di mettere le due consonanti per rafforzare la rabbia ed il disagio).
Insomma; 2 mesi a Berlino. Che dire? Che due coglioni sti tedeschi del cazzo, che due coglioni le cose precise, le cose sempre in orario, mai un po’ di panico, di avventura.
I tedeschi vivono tutte vite prefissate, tutto programmato, sono tristi e non ridono mai con te se succede qualcosa di buffo in giro. Sono tutti gentilissimi per carità de Dio Sporco, ma dopo un po’ devo dire che sono veramente fastidiosi.
Vabe, non è che ci importa più di tanto dato che lavoro in un ristorante italiano dove la maggior parte sono italiani. E alla fin fine gli italiani so i meno peggio, diciamocelo.
C’è una brigata piuttosto varia e le bestemmia è comunque sempre ben gradita in ogni momento (da questo punto di vista il mio lavoro è stato impeccabile e tutto sommato discreto – bestemmie poco fantasiose ma cariche di godimento come le classiche Porca Madonna impestata e Gesù stronzo- ).
In brigata ci sono: Michele, il pizzaiolo, un cinquantenne basso e tozzo, buono come il pane e gentilissimo con me, che vive da anni a Berlino ma canta ancora in napoletano; Stefano, il siciliano trentacinquenne, manco troppo male che però purtroppo mi chiede se conosco i calciatori e io devo rispondere sempre “Stefano guarda mi spiace ma il calcio non lo seguo proprio, se devo seguire qualcosa preferisco le parabole di Cristo su Gente” ; poi c’è Basilio, lo chef, una persona grande che purtroppo sembra un quattordicenne in piena crisi adolescenziale quindi un ritardato; poi c’è Robert. Su Robert spenderò qualche parolina in più: vedete, Robert è un tedesco di Berlino, che non è mai uscito da Berlino ed è un cuoco che cucina italiano. Lo vedete anche voi che c’è qualcosa che non va in questa descrizione? Beh, Dio Hitler, questo Robert crede di essere bravo, crede davvero di fare le cose bene quando fa il tiramisù tutto squajato de merda dove non monta uovo e zucchero o quando mi insegna i ravioli (i ravioli porcoddio? I ravioli li facevo a dieci anni cò mi nonna al ristorante de paese, se facevano 100 uova de impasto, non so se se stamo a capì, io me mettevo e li chiudevo tutti.). Capite? Questo me vole insegna a fa i ravioli, senza esse mai uscito da Berlino. Beh, non so per voi, ma per me non c’è proprio più religione.
Poi vabè, c’è Miriam, niente de che, una ragazza che mò si sposa con un tunisino; e poi ci sono i lavapiatti negri. I lavapiatti negri si chiamano Anthony, Moses e Samuel. Insomma, tutti nomi biblici per le loro doti inconfutabili. Se semo capiti. L’unico che mi piaceva purtroppo è andato in Africa dal fratello e né più tornato. Quanto me dispiace, non lo potete immaginare. Ah.. Anthony.
Vabè, ora non continuiamo con queste fesserie suvvia, Dio Negro. E non è una bestemmia è veramente un complimento di cuore.
Poi c’è Stella di cui non vi parlo perché legge e ci sto vivendo insieme quindi poi magari me mena.
Insomma, questi due mesi son passati. Il fatto è che aldilà delle mie vicende sentimentali, la mia vita sta cambiando di brutto. Vedete, una santa donna, di nome Aurora un giorno, non molto tempo fa, mi ha messo in contatto con uno chef di un ristorante di Roma. Ora, senza entrare nel dettaglio, sono tornata oggi a Berlino dopo una settimana a Roma e pare che durante la prova in questo ristorante ho spaccato e quindi m’hanno preso e ad aprile sono di nuovo a Roma a rompervi il cazzo. Non siete felici? Io sì. Soprattutto per tutti voi, perché io senza di voi mica ci riesco a vivere. Sì Cetti, proprio tu, sì Valeria, anche di te sto parlando, e anche di Jacopo, di Emiliano, di Daniele, di Giulia, di Silvia, di Dario, di Karim, di Laura, di Martina. Di Serena Dio cane. Insomma tutti quanti. Perché se poi me li metto a scrivere tutti finiamo domani mattina e voi sarete addormentati sulla scrivania davanti al pc e il giorno dopo mi bestemmierete contro. Comunque, vi voglio bene, a tutti quanti.
Io, ragazzi, spero dal tutto il cuore che tutti quanti fate davvero quello che volete nella vita, che accettate tutto come viene, che siete delle persone buone e che sapete che tocca fase il culo perché la vita è infame, ma noi sappiamo essere più infami di lei. Giusto?
Beh, nonostante tutto, sto realizzando quello che volevo e sono contenta.
Per il momento continerò a lavorare ancora qui per un paio di settimane, il menù è anche cambiato dopo questa mia settimana di vacanza, e vado avanti così, bestemmiando l’anima di tutti i Cristi della terra e sperando di continuare a farvi ridere sempre.

Un bacio.

Giulia.

p.s. le ricette tra un po’ che mò sò stanca, me sò fatta er viaggio, dai , fateme dormi che domani attacco alle 8.

p.s.2. : questa sono io1662691_10202823064005257_117925072_n

p.s. 3:
e questa è la canzone

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Riassunto degli ultimi Porchiddii e Gamberi avvolti da filetti di sogliola con aromi vari de merda


Buonasera,
sto cantando cose negre come sempre e sto cercando di organizzare un post divertente, deciso e riassuntivo degli ultimi mesi dato che non scrivo da un’eternità.
Mi dispiace, le mie scuse non potranno mai scusarmi anche se mi sto divertendo un casino e la necessità di avere un blog non l’ho sentita affatto. Anche perché diciamocelo avere un blog è un po’ da sfigati, un po’ da quelli che in classe non volevano mai avere un’opinione ma poi parlavano al prof facendo la spia. Ecco, ci stanno tanti blog dove la gente scrive cose che non dovrebbe scrivere perché sembra gente che nella vita non ha niente altro da fare che sputtanare gli altri o scrivere minchiate sulla musica improvvisando critiche ed elogi di cui sinceramente non me ne fotte un cazzo.
Negli ultimi mesi ho pensato di non aver abbastanza cose divertenti (e serie allo stesso tempo) da scrivervi. Ho pensato che anche le mie opinioni fossero superflue. Pensavo di essere una sfigata.
Invece no. 

Ho 23 anni, camicie che mi invidierebbe anche Simona Ventura e una testa che vorrei avessero tutte le ventitreenni del mondo. Ma non è così.
La mia generazione fa cacare. Anche io, ovviamente.
Sto frequentando una scuola di cucina di élite pagando un botto per avere tutte le basi culinarie de sta minchia e de sto porcoddio. Durante le lezioni sono in compagnia di altre 15 persone, esclusi gli chef. Queste persone hanno più o meno tutte la mia età, e mi stanno più o meno tutte sul cazzo.  Ma non dirò altro perché c’è del tempo da trascorrere insieme e magari le cose cambieranno.
Ho 23 anni e un pischello che c’ha una pizzeria che te dico fermate e  bestemmia. La trovate qui. Non intendo fare pubblicità random. Ho una marea di gente da pubblicizzarvi ma devo dire che nessuna vale la pena di essere venerata come il mio pischello.
È lui che non mi fa diventare la nuova Beyoncé ma a lui va bene anche Oprah dei miei coglioni quindi io magno.
Quindi regà sono un’altalena di bestemmie che viaggia ogni weekend per tornare dall’amore suo e durante la settimana si fa un culo così per combattere una generazione di ignoranti e troiette e per imparare tutto quello che serve per avere, un giorno, una attività di ristorazione (sperando che la Chiesa vada a rotoli e che sia possibile chiamare il ristorante Porcodeddio). E vi giuro che è difficile.
Ho 23 anni, dio càn.  E ho rivoluzionato il mio modo di fare la besciamella. E sono piuttosto sconvolta. Ancora non mi sono ripresa dall’accaduto e non sono pronta ancora per rendervi partecipi. Però ho imparato tantissime cose in un mese e mezzo e, vita permettendo, vi farò vedere molte cose buone.

Ora possiamo cominciare con la ricetta, semplice e veloce, per dire di nuovo una bestemmia in onore del nostro grandissimo signore testa di cazzo.

Ingredienti per 4 involtini :

1 sogliola (o 4 filetti di sogliola, se siete così pippe da non sapervi sfilettare un pesce                             piatto che è facilissimo e ce la fa pure un ritardato)
4 gamberi (con o senza coda, dipende da quanto volete essere teste di cazzo
sale, pepe Q.B.
Scorza di limone e di arancia
Timo

La cosa è molto semplice: dovete pulire i gamberi, sfilettare la sogliola e unire il tutto con uno stuzzicadenti arrotolando il filetto intorno al gambero.
Poi intingete tutto nelle cose che ho scritto e li aromatizzate così.
Poi li cuocete a vapore per 15 minuti, dovrebbe bastare. Poi lo vedete voi quando il pesce è cotto non siete così stupidi dai. Porcamadonna sono proprio buoni e poi è un antipastino proprio carino dai.

Io comunque li avrei anche impanati e fritti, ma questa è un’altra storia e ve la racconterà Atreyu.
Per guarnire secondo me andrebbe bene una maionese allungata con il succo d’arancia. Insomma, potete fare anche quella. Così non sembra un piatto troppo leggero e da fichette di legno e col pizzetto.

Mi siete mancati, a presto.

ah, lui, questa canzone, l’amore, i viaggi in macchina, la pasta alla norma e tutto il contorno:

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Argomentazioni tentennanti e muffin-culo salati con asparagi e gorgonzola


Ciao non so nemmeno perché sto scrivendo visto che praticamente vi sto propinando la stessa ricetta che vi ho propinato mesi fa solo che ci sto mettendo altre robe.
Stasera mi chiedo se l’originalità è importante o a volte è meglio essere di quella semplicità che ti lascia più sorrisi che false speranze.
Beh però i muffinculo non vi danno false speranze eh. Come al solito non so spiegarmi.
Dicono pure che so scrivere, secondo me metto solo parole in fila come mi vengono e visto che so usare un paio di parole più auliche, proprio come auliche o esponenzialmente oppure Giordano Bruno che non è una parola ma è un tizio che è stato bruciato vivo in campo de’ Fiori dove tutti quanti vi ubriacate non so per quale motivo. Però visto che lo so mi sento più fica.
Sono un po’ confusa, come sempre, non so perché non vi annoiate a leggermi e continuate a visualizzarmi e a farmi le fusa come quei gatti sperduti a cui mancava solo una bella gattona come me che gli diceva un paio di bestemmie dentro alle orecchie.  Non so perché sono passata all’imperfetto.
Dai Giulia, devi finire questo post e non perderti nelle stronzatelle tipo le notifiche su Facebook che in realtà servono solo a farti distrarre dai veri problemi della vita: le notifiche su Whatsapp. Ecco ne è appena arrivata una, è importante, buttiamogli là un porcodio ad Andrea che tanto così lo faccio ridere. Sicuro ride quando legge sta roba, voi invece non capite un cazzo e ridete solo perché “uhuhuhuhuhuh una donna che bestemmia che ridere”.
No.

In realtà ragazzi sto facendo uno di quegli stage dove alla fine peli patate e spacchi pachino in 4 e leghi 2 punte di asparagi con un filo fatto di porro lessato e non sai nemmeno chi cazzo se la magnerà quella roba. Però non è male. Oggi ho visto delle lasagne che voi uomini non potreste immaginarvi: besciamella da combattimento in fiamme al largo dei forni di Orione e e ho visto i funghi porcini balenare nel buio vicino alle pirofile di Roma. Sì, so il dialogo di Rutger a memoria, sì sono un uomo.
Poi ‘ste lasagne devo dì che le avrei fatte meglio io perché poi le ho anche mangiate a pranzo. la mia besciamella è meglio.
Però lo chef bestemmia di brutto.
Oggi ha detto:
Porco Dio
Porca Madonna
Mannaggia Cristo
Porco Dio
In questo ordine.
Non potevo capitare in cucina migliore. E ovviamente sono tutti uomini che mi trattano benissimo perché due tette così sotto una divisa da cuoca non l’avevano mai viste. Vabè, modestia a parte, sono una fregna, è indubbio. Soprattutto mentre pelo patate con un cappello buffo in testa e il sudore che mi fa scivolare gli occhiali da intellettuale che ormai tengo sempre perché tanto le lenti a contatto ti rovinano la cornea lo dice anche Ray Charles.

Beh, credo di aver soddisfatto le vostre aspettative. Sono in forma.
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Ingredienti per 12 muffinculo con gorgonzola e asparagi:

7/8 cucchiai di farina, fate pure 10 così vengono più ciotti
1 uovo. un uovo è non è che potete fare altro
1 bicchiere di latte (sempre quello della Nutella), se arrivate a 10 cucchiai di farine mettetene un altro goccio
1/2 bustina di lievito istantaneo per torte salate, altrimenti abbondate di sale e ci mettete quello vanigliato normale per dolci.
3/4 / 5 cucchiai di parmigiano se volete.
60 gr di burro (per capire la quantità andate qui e cercate tra gli ingredienti)
250 gr di gorgonzola, dolce o piccante, come preferite, più ne mettete più si sentirà.
500 gr di asparagi, ho usato quelli surgelati perché questo c’era dentro casa e quello ho cucinato.
Sale, pepe q.b.

La prima cosa da fare è bollire in acqua salata gli asparagi senza spappolarli. Poi li scolate e li mettete a freddare da una parte.
Poi fate sempre la stessa cosa che fate con i soliti muffinculo di merda che dovreste aver imparato a fare perché sono uno sballo e fanno volare tutti (l’altra settimana ne ho fatti 98, seriamente, qualcuno ha volato, giuro) ed è questa: mettete gli ingredienti solidi in un recipiente e gli ingredienti liquidi (compreso burro fuso!!) in un altro recipiente. Però ancora non sapete che fare con gli asparagi e nemmeno col gorgonzola quindi boni non fate nulla.
Gli asparagi tagliateli a pezzetti di un cm o due, dipende quanto vi piace il cazzo grosso. E uniteli agli ingredienti solidi.
Il gorgonzola ve lo spalmate addosso e ve lo fate mangiare dal vostro partner.  No, scherzo. Lo “sbriciolate” nelle mani e lo unite alla fine, quando avrete già messo i liquidi SUI SOLIDI. :) Mescolate bene e avrete na roba che sembra vomito. Don’t worry, in forno cambia totalmente! ah, metteteci pure il lievito sennò ve vengono delle merdine.
Ah, io per fare la coatta ho messo da parte le punte degli asparagi e le ho infilate alla fine al centro negli stampini per simulare un fallo. Ma qualcuno è uscito storto. Ma è del tutto normale, alcuni falli sono storti. Non è così?
beh il resto lo sapete oppure andatevelo a cercare su Giallopaperelle che loro sono così bravi. No, gioco ancora.
No vabè poi mettete il composto negli stampi imburrati e infarinati e fate cuocere 15/20 minuti nel forno preriscaldato a 180°.
Ora dovrebbe andare bene. tanto ‘sta parte non la leggete.

Un bacio,  Mazzonculo.

Ah, per voi che arrivate fin qui per un link a della musica stramba, questi sono due tizi italiani che hanno fatto un buon disco d’esordio e ora mi fanno volare ancora di più perché mi vedo già sulla Colombo a bestemmiare l’anima de Cristo con questa roba a palla e i finestrini aperti, così, perché Roma è pop.

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Le bombe a mano che ve tirerei e che poi mi mangerei (zucchine tonde ripiene di carne e provolone piccante)


Ho speso mezz’ora per cambiare sfondo del blog e nemmeno mi piace, porca madonna.
Ho gli esami e non so nemmeno se voglio continuare l’università, dio cane.
I giovani d’oggi fanno cacare (me compresa) , gesù zozzo.

Quello che volevo dire però è che sono felice.
Certo, ogni volta che lo dico fa a finire in merda ma ogni volta che lo dico serve anche a farmi capire che bene ci sto veramente e non è una cazzata che dico alla gente per farla rosicare. Sto bene e ve lo dico, apposto così.
Volevo spendere principalmente due parole sul fatto che la gente spende tanto per vestirsi di merda quando a volte bastano 10 euro e hai un nuovo piccolo guardaroba.
Io ho sempre avuto la passione più o meno, cresciuta negli anni assieme a una compagna di liceo (Laura a cui v.b.), nei vestiti. Ovviamente al liceo ero una sfigata come tutti che voleva vestirsi benissimo ma alla fine era la solita zecca che non c’ az-zecca-va con le cose.   Mia madre però mi ha sempre insegnato l’arte del cercare vestiti sui banchi dell’usato. Da piccola ero già un’assidua frequentatrice di Porta Portese e ora la conosco come le mie tasche. Da un paio d’anni a dì tanto ho cominciato a vestirmi abbastanza bene, a parte qualche capo vergognoso che vabè, prima o poi abbiamo tutti. Non mi sto vantando, sto solo elogiandomi dicendo che per vestirsi bene ci vuole poco. E Porco Dio voi spendete troppo per mettervi quella merda. Troppo per me sono anche i 40 euro che date a Carpisa per una borsa di Ecopelle che sarebbe meglio usare come pannolino pè i neonati. Troppo sono anche i 70euro che spendete nelle scarpe di Zara della nuova collezione che a mio (e di alcuni altri) avviso sono peggio delle Hogan. C’avete presente quelle robe che sembrano scarpe ortopediche ma hanno un po’ di tacco e la gente se le mette coi leggings e fanno rate al cazzo? Ecco quelle.
Io capisco che i vestiti usati possono fa schifo ma il gusto di prendersi un toppino di Versace, una camicia di Valentino, una gonna di Diane Von Furstenberg alla modica cifra di un euro dà sicuramente più soddisfazione che andarsi a spendere uno stipendio in una collezione che il prossimo anno sarà passata di moda. Cioè alla fine una camicia di Valentino è tipo per sempre, come quel diamante che tanto volevamo della De Beers negli anni ’90. Zara che è? È pè na serata dio cane poi se ve ce casca un cocktail avete buttato 50 euro mentre se a me me se sporca na roba che ho comprato a 2 euri, ma chi cazzo se ne frega no?
Mi sono dilungata abbastanza ora, spero abbiate capito che non c’è bisogno dell’ultimo grido per essere fichi, basta anche una roba della collezione anni ’70 di Burberry, tanto copiano tutti le robe vecchie, lo sapete sì? Pure H&M prende roba che stava nella vetrina di Dolce e Gabbana 10 anni fa. Capito porcodio? Smettela poi di mettervi quella Jeffrey Campbell che sembrate dei Velociraptor o degli Stegosauri, de quelli che in Fantasia agonizzavano per il meteorite (qui trovate il video) che li fa estinguere.
Bene, detto ciò, possiamo passare alle Bombe a mano che tirerei felicemente in testa alla prima che vedo vestita con quei leggings militari che fanno rate ar cazzo.
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Ingredienti per 6 bombazze ignoranti:
6 zucchine tonde
1/2 kg de macinato sceltissimo bono
1 uovo
latte q.b.
Pan grattato q.b.
parmigiano q.b.
provolone piccante (io ci ho messo metà de quello che trovate già incartato al super, tipo quello che vedete nella foto, se ve sforzate un po’)
Sale
Pepe
image_1<– Queste sono le bellissime zucchine tonde se non l’avete capito.

imageQuesti i magnifici restanti ingredienti –>
Quella roba incartata è il ciambellone che compro pè fa colazione. Non c’entra un cazzo ma quando ho fatto ‘ste bombe mi ero appena alzata e avevo evidentemente appena fatto una colazione di Cristo.

Ok, la preparazione è molto semplice. Per prima cosa dovete far bollire dell’acqua con una manciata di sale grosso. Appena bolle ci mettete le zucchine e le fate sbollentare per 10/15 minuti. Affondate una forchetta (senza spappolarle magari) per vedere se hanno una buona consistenza ma sono abbastanza morbide da scavarle.
Bene. Appena avete deciso che vanno bene le togliete dall’acqua e le fate freddare, così magari per svuotarle non vi ustionate, coglioni.
Nel mentre si freddano facciamo il ripieno: in sintesi dovete mischiare tutto il resto che ho elencato. È tipo fare le polpette ma non dovete fare le polpette. Mettete in una ciotola il macinato, il parmigiano, il pan grattato, il latte e il provolone tagliato a pezzettini piccoli piccoli e l’uovo e fate in modo che sia un bell’impasto tosto ma non troppo. Yo. Poi aggiungete na spolverata abbondante di pepe e tre pizzicotti di sale. Io mi sa che ci ho messo anche dell’erba cipollina perché Erba rules everything around me, come direbbe Rihanna. E il prezzemolo, che va ovunque perché è bono e se non ve piace pazienza, ce ne faremo una ragione.
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Ok, ora passiamo alle zucchine. Non ho fatto foto a questo procedimento perché lo sanno fare anche i bambini . È pure divertente.
Una volta che sentite le zucchine fredde prendetele e tagliate il cappellino anni ’50 che hanno e poi scavate con un cucchiaino togliendo l’interno e mettendolo da parte. Una volta finito ciò, strizzate quella pappetta che avete trovato, sminuzzatela o frullatela e poi unitela all’impastino che avete fatto prima. Bravi, che dolci che siete.
Poi le riempite bene bene e trovate la foto anche su instagram qui e non vi preccupate ve la metto anche qui così non avete lo sbatti di aprire un’altra scheda:
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Ah giusto nel frattempo dovevate pure mette a riscalda il forno a 190°, che ce piaciono tanto. Vabe tanto ce mette poco.
Poi posizionate le zucchine sulla teglia insieme ai cappellini e le innaffiate d’olio fino a che non siete appagati. Poi le infornate per mezz’ora/45 minuti, fateje fa la crosticina croccante magari aggiungendo del pangrattato sopra.
Beh, poi non ve le mangiate subito sennò ve bruciate la lingua e le bolle sulla lingua fanno male e fanno bestemmiare anche Don Abbondio.
Un bacio, vi lascio una bella cosa che mi piace tanto che fa tanto felicità primaverile e poi andate in pace.
Giulia

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Risotto per Benedetto Settordicesimo.


Ho scoperto Wes Anderson.
Ho scoperto Wes Anderson insieme a mia madre. Ci siamo viste i Tenenbaum e Rushmore. Capisco perché vi piace, mi piace e piace a mia madre : racconta vite di stronzi.
Mia madre ha anche pianto mentre vedeva la scena tra Angelica Houston e Gwineth Paltrow nell’ospedale. Non so perché, probabilmente ci siamo ritrovate entrambe nei due ruoli. Lei piangeva, io ridevo. Mio padre potrebbe essere benissimo un personaggio che fa Bill Murray tra l’altro. Dovrei scrivere ad Anderson e descriverglielo magari fa il sequel dei Tenenbaum e lo chiama i Mazzonenbaum.
Sto leggendo Rousseau al momento, per un esame di letteratura francese del cazzo le cui lezioni sono impartite da una professoressa pazza. Rousseau è divertente, vorrei fosse amico mio. Vorrei scrivere come lui. E poi lo sapevate che Rousseau era uno a cui piaceva essere sottomesso a letto? Era un masochista. Questa cosa è bellissima. Saremmo stati perfetti insieme. Il masochismo mi affascina, forse una frusta la comprerei.
Tornando a noi. A noi!
A parte la mia recente scoperta di Wes Anderson, che sinceramente fottesega, ultimamente ne son successe di cose: sono stata felice, triste, ho pianto, ho riso un botto, mi sono fatta un sacco di cannolicchi all’erba cipollina (chi vuol capire capisca) e ho cucinato per degli amici, ho cucinato per me, una tipa mi ha bloccato su Facebook perché le ho criticato la cheesecake di dubbia bontà, dubbia perché esteticamente alquanto brutta, ho passato un esame, ho fatto un fioretto per il quale non avrei dovuto bestemmiare per una settimana e che è fallito miseramente dopo appena 5/6 ore dalla sua formulazione, ho ricominciato le lezioni già stanca, ho incontrato dei bei negri, ho dei lividi sull’anca e non so da dove cazzo vengono quindi, Porco Dio!
Poi ho una bruciatura sul dito perché porcamadonna ho preso un cazzo di pentolino di acciaio per scioglierci il burro e me lo sono scordato sul fuoco e l’ho preso al volo senza presina e mi sono fatta una roba incredibile. Ce l’ho da na settimana e il dolore che mi provoca è piacevole. Ora sembra la faccia di uno di quei zombie di Walking Dead. Che poi tra l’altro comincia a far cacare duro perché io mi caco sotto quindi in realtà non fa cacare duro fa cacare mollo. Boh.
In ogni caso la Primavera arriva, io non ho festeggiato un anno di blog, non ho festeggiato nemmeno il Papa nuovo perché non sono nemmeno battezzata (s’era capito vè?) , della religione me n’è sempre sbattuto poco e vedere tutti i vostri commenti su social network e compagnia bella mi ha un po’ deluso, in giro vedo solo coppiette che si baciano manco fosse S. Valentino di merda, la gente fa rate come sempre, cucino sempre di Cristo merda. Quindi in sintesi n’è cambiato un cazzo. Ah no c’è una piccola novità: mi hanno contattato per scrivere su un altro blog delle ricette un po’ assurde: quelle ricette che non ve magnereste mai se non foste strafatti o ubriachissimi. Chi meglio di me può avere una rubrica simile? A breve linkerò cose farò gente dirò persone.
Quindi posso passare ad enunciarvi una piccola ricettina per i palati più sensibili: un semplicissimo risotto con salmone e arancia.
Dedico la ricetta al vecchio Papa, Ratzy ci mancherà bestemmiarti. Ora potremo dire solamente Mannaggia ar Papa novo.

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Ingredienti per 1 persona che c’ha un botto fame (cioè tipo una porzione e mezza di riso):

1 tazza da tè piena di riso
n’etto de salmone affumicato o de meno o de più io non lo so quanto ve piace. io ce ne metto na cifra de solito.
1 arancia
sale, pepe, olio (o burro, per i grassoni)
1 cipolla piccola (io ce la metto, me piace una cifra la cipolla)
1 piccola carota (per il colore, tutto arancione è bello: v.foto)
ah er brodo cor dado

È inutile starvi a fare le foto di un procedimento così semplice e veloce. Se non sapete fare un risotto qui non ci dovreste nemmeno arrivare a leggere. Siete ritardati.
Scaldate un po’ d’acqua e ci mettete mezzo dado vegetale.
Sminuzzate cipolla e carota e le fate soffriggere con l’olio in un tegame, aggiungete il salmone, buttate poi il riso a tostare, aggiungete il brodo piano piano come si fa per fare qualsiasi altro risotto. A metà cottura, più o meno dopo dieci minuti di sbattimento di cazzo, prendete l’arancia, tagliatela a metà. Metà di questa arancia andrà spremuta nel tegame insieme al riso, l’altra metà òa sminuzzate bene e la buttate dentro. Io mi son tenuta da parte due fettine per impiattare bene. Che verbo di merda è impiattare?
Ah, potete aggiungere anche un pochino di dragoncello o dell’erba cipollina. O dell’erba e basta. Poi decidete voi quando è pronto e ciao a tutti.

Giulia, che non c’ha tempo manco pè scrive sul suo blog.

Ah, Dio cane che bomba:

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Il fu Dio Maial – I Djangottini


Ho deciso che per febbraio dovevo regalarvi qualcosa di speciale e per questo vi regalo un nuovo post.
Mi dispiace, mi apologizzo. Ho avuto un periodo molto impegnativo: ho ricominciato a scopà, a studià e a non sopportare Internet. E l’interrogativo che mi ossessiona è “perché nelle destiny’s child c’è quella cazzo di Michelle Williams che non fa una ceppa e pare un’oca stuprata da un rinoceronte? Quest’interrogativo mi taglia le gambe e fa fare Djangolo Djangolo.
Non capisco fondamentalmente perché io vi faccia ridere dato che faccio cacare a Dio.
Che vi posso dire? Ho paura del buio. Mi caco sotto male. Di solito in pizzeria prendo la pizza radicchio, scamorza e speck oppure l’ortolana bianca. Sò bone in culo.

Sto a bestemmia come Cristo sotto quer telo bianco che se chiama la Sacra sindone di merda. Non c’ho na lira. Io na volta ero ricca io na volta offrivo da beve a tutti, facevo entra la gente alle serate pagando i biglietti pè tutti, io na volta me compravo l’erba.
Questa condizione mi limita. Essere felici non basta, è evidente. Voglio indietro la mia tristezza e il mio conto in banca, quello che avevo nel 2009. A 18 anni avevo molti più soldi di adesso.
Sono quasi arrivata a pensare di comprarmi il tabacco che usate voi zecche. Poi c’ho pensato e quando ho dovuto scegliere se cibarmi o fumare ho scelto la nicotina. Almeno nun magno, me viè un tumore e moro prima. Il truzzo piagne da troppo tempo, non si può. C’ho i debiti cò tutti, ho perso le cuffie dell’Iphone. Pare un testo dei Club Dogo.

Aho ma l’avete visto Django? Daje Porcodio è una bomba rara. Am I wrong cause I wanna get it on till I die? E io pè sti film m’entusiasmo poco. Kill Bill me fa caca e invece l’entrata di Leo mi ha scaturito un bel Porcodddio che ha sentito tutta la sala del Lux.
ah, in questi mesi ho anche bestemmiato in faccia a una suora. È successo ieri al bar sotto casa. Vabè non fa manco troppo ride ho solo bestemmiato e questa m’ha guardato e non ha detto un cazzo. La religione è proprio finita. Tipo la gentilezza e i Digestive al cioccolato fondente al Simply.
Mi mancate molto, ora mi hanno chiesto anche di scrivere su un altro blog. Ora ci penso anche se mi sembra divertente. Sentirete presto novità.
Comunque sono sottotono, mi sono un po’ sforzata a scrive sta roba, mi dispiace, non ho tempo e tra mezz’ora devo sloggiare perché devo andare agli allenamenti della porcodio di pallavolo.
Ah, ho anche avuto mille contratture alla schiena: non so perché sto a scopa un botto o perché dormo su materassi assurdi in posti ancor più assurdi.
Ah, un sacco di gente che m ha visto nuda mi ha detto che ho delle belle tette quindi tutto quello che dico è vero riguardo alle mie tette. Le tette muovono il mondo, il porcodiddio muove le anime.
Ah oggi ho visto un botto di negri, sto in fissa male. Ma non i marocchini o i bangladesi ma tipo veri nigga, nj. De Cristo.
E se sento mezza persona che dice che Beyoncé è una pippa che canta in playback gli infilo un suo cd nelle orecchie e glielo faccio uscire dalla cappella.
Sono volgare, non importa. Mi volete bene.

Ora parlo dei Djangottini che sono fondamentalmente una cazzata ma sò boni.
66478_10200195637561238_1728400661_n (1)Ingredienti per 8 Djangottini:
un rotolo di pasta sfoglia tonda
150 gr di pancetta tagliata a fette o de più, come cazzo ve pare
un botto de emmenthal
sale, pepe
un forno
un coltello

Pijate sta cazzo de pasta sfoglia e la tagliate in otto spicchi, ci mettete dentro delle strisce di pancetta e delle strisce de emmenthal e arrotolate partendo dalla parte larga fino a quella piccola I miei sò venuti tipo cornettini, sono sicura che li potete fare anche meglio di me. Io me li volevo scofanare al volo. Li mettete sulla teglia , ci mettete sale e pepe sopra e un po’ d’olio. Altrimenti ce buttate il turlo d’ovo per farli più lucidi e belli.
Na ventina de minuti al massimo a 190°.
Arrivederci, fottete forte e buon Natale.

Scappo ma vi lascio Kendrick :D

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Dicembre: La marmellata di zucca e cannella e i muffins con marmellata di zucca e uvetta passa.


La mia vita si sta sdoppiando. Io sono due persone. C’è la Giulia felice e c’è la Giulia in ansia per tutto.
La Giulia felice è felice perché va tutto di Cristo, ci sono mille persone che le vogliono bene, ha una pelliccia alla Snoop Dogg, fa dei muffins da paura, c’ha mille impicci.
La Giulia con l’ansia per tutto ha l’ansia perché è il 14 Dicembre, tra 5 giorni ha il primo esonero della stagione e tra Gennaio e Febbraio avrà mille esami.
Entrambe le Giulie però hanno deciso che dovrà andare così, la felicità si mischierà con l’ansia e andrà tutto una bomba. Vero? È così che arriva il successo nella vita giusto? La determinazione è importante, no? E poi visto che tutti criticano i giovani mi sembra il minimo fare il culo a tutti. Quindi stasera e domani saranno gli ultimi due giorni di bagordi. Poi ci saluteremo e ci rivedremo probabilmente a Marzo. No, scherzo. Ho talmente tante ricette accumulate che per Natale ve ne regalerò a iosa una dopo l’altra.
E vi pongo un quesito: visto che la vita è un Porco Dio che vola via, noi che ne facciamo volare tanti di Porco Dii, vuol dire che viviamo più di tutti?
Sono una persona intelligente a farvi queste domande?
Vorrei esserlo di più per inondarvi di battute che vi fanno ridere per due giorni consecutivi ma devo dire che, a parte un gran bel sorriso, oggi non posso darvi altro. Che poi un sorriso di questi tempi è già tanto. Chi è che sorride più come una volta? Sorridete, porco Dio, la vita è un mozzico.
Non so perché sono finita a dire queste cose. Dovrei solo dirvi di cucinare bene e di far stare bene le persone e di guardare Masterchef che me piace un botto ma non lo posso seguire non avendo Sky e avendo gli allenamenti il giovedì. Quindi guardatelo e poi mandatemi i riassunti, voi nullafacenti.
Comunque, data la bipolarità che mi caratterizza di questi tempi ho deciso quindi di darvi  due ricette : una che rappresenta la mia vita con l’ansia perché dopotutto la marmellata senza nient’altro non vi mette l’ansia? E una che rappresenta invece la realizzazione e la felicità, perché i muffins sono felicità a forma di dolce. Non credete anche voi?
Bene, cominciamo perché voglio farvi ridere forte.

La marmellata di zucca e cannella:
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Allora.
Ingredienti per questi due barattoli di cui ignoro totalmente il peso:

1 zucca di medie dimensioni pulita e pronta da magnà diciamo
300 gr di zucchero preferibilmente di canna (dai su) che equivalgono a 12 cucchiai.
1 cucchiaio di cannella
1 limone

Per prima cosa dovete tagliare tutta la zucca che avete (non la vostra capoccia, la zucca, quella cosa arancione che avete comprato)  e metterla a riposare (poraccia, se deve riposa dopo che l’avete tutta stagliuzzata) insieme allo zucchero, alla cannella e al succo di tutto il limone per una notte (io l’ho fatta riposa 5/6 ore ed è venuta bona uguale). Poi la dovete cuocere per un’ora a fuoco lento in un tegame con il fondo spesso (se non ce l’avete, lasciate perdere ed andate a zappare e a raccogliere le zucche di mestiere e ba). Alla fine della cottura dovete frullare tutto. Io ho frullato nel Bimby per tipo 40 secondi e ho lasciato dei pezzetti di zucca un po’ più grandi  perché fa fico e fa molto bio de merda.
Dopodiché prendete dei vasetti vuoti e ce la versate dentro. Poi capovolgete i vasetti e la fate freddare in modo che si sigillino (sigillino? è un verbo? sto veramente scrivendo sigillino?) E poi ve la potete magna e farvi i muffin.
Ora vi faccio vedere due foto del procedimento che fanno abbastanza caca:
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Bòn, ora possiamo passare ai Muffins con la marmellata di zucca e cannella:

Ingredienti per 12 Muffins:

8 cucchiai di farina
6 cucchiai di zucchero di canna
3/4 cucchiai di marmellata o anche di più, più abbondate più saranno ciotti
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale
1 bella manciata di uvetta
per esagerare 100 gr di burro, perché me sentivo un botto fica e magra
1 bicchiere di latte
2 uova

Ho messo seriamente gli ingredienti a cazzo perché non me li ricordavo. Comunque il procedimento di base è quello che vi ho spiegato nelle altre ricette di muffins ma visto che so che siete dei pesaculo e scrollare o cliccare su dolci vi romperebbe i coglioni  ve li rispiego perché è na cazzata e voi siete stronzi.
Quindi.
Mischiate gli ingredienti liquidi (il burro dovete scioglierlo quindi è liquido e anche le uova sbattute sono liquide) e gli ingredienti solidi (di cui fa parte anche la marmellata).
Poi versate i liquidi sui solidi , mischiate bene, deve essere un bell’impasto non troppo solido così vi vengono belli morbidi. Poi li mettete negli stampi imburrati e infornate per 15/20 minuti a 190 gradi. Perché i 180 sò sopravvalutati.
Dovrei avervi spiegato tutto. Se volete chiarimenti potete contattarmi in privato o in pubblico, ma me sò rotta il cazzo de scriveve perché è venerdì mattina e il caffè non ha funzionato.
Ecco i muffins pronti:
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Ed ecco la nostra canzone:

Un bacio, le vostre Giulie.

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Cronaca Negra / Riso Basmati con Pollo al Curry e zucchine.


Ho grandi novità (grandi diciamo che è un eufemismo) ed è per questo che faccio oggi un bel post per voi poveri stronzi che mi leggete, dio cane, dio gatto, dio elefante.
Domani sera, o meglio, domani notte sarò ospite a Radio Popolare Roma (che non passa nemmeno troppa merda, devo dì) dal Roscio del Borghetta Stile (sì quella serata con cui stanno tutti in fissa e che ogni volta devi fare una fila chilometrica per entrare) e qualche altra persona che ancora non ho ben identificato (qui trovate l’evento su facebook, nel caso vi interessasse la mia voce birbante e le mie cazzatelle). Non potrò bestemmiare, eh vabbè, però magari vi dico un paio di ricette, vi faccio ridere di martedì notte e andate a letto felici.
Da Giovedì invece all’Angelo Mai (dove cucino e non mi stancherò mai di dirvelo) cominciamo con un nuovo progetto ovvero la Sala da té – Aperitivo, che non è una cazzata calcolando che all’Angelo c’è il camino, un’atmosfera calda e gradevole e poi ci sono io che faccio i dolci e i dolcetti e i rustici per l’aperitivo. Poi appena ingraniamo un po’ con questo progetto faremo live e cose un po’ più uptodate,confident, outgoing e tutta quella merda che la gente scrive senza sapere il significato e io riassumo con: regà è una ficata e poi ci sto anche io che cucino.
Poi, Putlocker me sta a fa tirà fuori il peggio di me. Mai una volta che voglio vedermi una cosa e al volo me la vedo. No, porca madonna, devo aspettare che quello stronzo di Cristo faccia funzionare il tutto. E mi sono stufata quindi probabilmente smetterò di stare al computer, farò un post al mese e vi annoierò come fanno tutti i blog di cucina. Che palle.
Beh, è quasi Dicembre, non vi sembra strano? Era Febbraio quando ho cominciato tutto questo coso qua e guarda dove sono arrivata! A Pomezia e a Tivoli. Da paura regà! Pensate a quando arrivo a Perugia che festeggiamenti!
Non so. Visto che forse manco da troppo tempo dovrei raccontarvi anche il fatto che mio padre canta Rihanna però dice che è un’incapace e ci litigo perché io so che Rihanna è solo un prodotto ma mi piace e dopotutto è comunque negra. Quindi capite? Alla fine sono i sessantenni che sono chiusi mentalmente, non noi. Io perlomeno quando parla degli Hot Tuna lo ascolto, io quando parlo di Azealia mi snobba. E questo è anche, un po’ forzatamente , lo ammetto, la mia analisi sulle primarie del Pd: noi giovani li ascoltiamo mentre parlano di noi, del futuro e hanno le loro idee; il problema sussiste quando cominciamo a parlare noi del nostro futuro e nessuno di loro ci ascolta, tutti vanno per conto loro e noi rimaniamo sul ciglio di un’autostrada a 4 corsie dove tutti corrono e noi siamo a piedi. Poi però penso, cosa ci ha portato ad essere a piedi e a non avere una bella Ferrari: beh, niente. Siamo solo stronzi. A quest’ora se sapevamo meno come fare i troll su una discussione su reddit e sapevamo meglio come affrontare la vita da grandi stavamo un botto meglio.
Quindi da oggi ho ricominciato  a studiare perché stupida non sono e qualcosa dovrà pur cambiare in quest’Italia brutta e patetica.
Prima di studiare però ci vuole un bel riso basmati. E qui lascio ai pensieri legati a quel che ho detto e a una ricetta semplice quanto efficace.


Ingredienti per un paio di persone che mangiano tanto o 3 che mangiano poco:

250 gr. di Riso Basmati
3/4 etti di pollo oppure metà petto di pollo ciccione
1 zucchina media
1/2 cipollona
curry
sale
pepe
olio

Ho dato il meglio di me e ho fotografato tutto benissimo! Scusate se è poco. E mi dispiace ma siete ritardati e devo fare queste cose dettagliatissime per forza!

Per prima cosa dovete prendere il petto di pollo, dividerlo a metà, pulirlo e tagliarlo a dadini:

 

 

 

 

 

 

Perfetto! Bravi!

Una cosa importante è cuocere il riso basmati: dovete mettere il riso in una pentola e metterci dentro dell’acqua. L’acqua da metterci supera di poco il livello del riso nella pentola. Capito? Diciamo un paio di dita sopra.
Non l’ho sciacquato perché ho comprato una qualità infima quindi non c’è bisogno.

 

 

 

 

 

 

Quindi poi ho preso la cipolla, l’ho tagliata fina e l’ho fatta rosolare in padella con l’olio:

 

 

 

 

 

Ho poi buttato il pollo:

 

 

 

 

 

 

Nel frattempo torniamo al riso: sicuramente avrà raggiunto bollore. in quel caso mettetelo a fuoco basso per 10 minuti coperto BENE da un coperchio che è l’anima gemella della pentola. Dopo questi dieci minuti spegnete e lasciate riposare fino a che non vi diventa così:

 

 

 

 

 

 

Poi dovete tagliare la zucchina in modo carino:

 

 

 

 

 

 

 

Eee poi aggiungetela al pollo e fare cuocere tutto insieme per bene.
Appena vedete che si è ben abbrustolito salate, pepate e buttateci tanto curry, più ne mettete più verrà bello e buono:

 

 

 

 

 

Quando avrete tutto pronto impiattate o mettendo prima riso e poi pollo sopra come ho fatto io oppure mettete tutto in padella e mescolate, così:

 

 

 

 

 

 

E il risultato finale in ogni caso sarà questo, seguito da un rutto o da una bestemmia:

E niente. Tutto ok. Tutto regolare.
E non mi dilungo più, dato che questo post è troppo lungo.
Un bacione a tutti e alla prossima, con dolci e dolcetti :)
E ora il momento in cui Sting incontra Cindy Lauper e si fa chiamare Rihanna:

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Le penne lisce ar tonno con mozzarella e sfilacci de peperone.


È iniziato il periodo hippie della mia vita. Probabilmente finirà anche presto. Le droghe non mi soddisfano come fanno i negri. Ieri il buttafuori dell’Init mi ha dato l’accendino e mentre accendeva ho toccato la sua bella mano negra. Ma i Mano negra sò tipo un gruppo ve? Vabeh. Comunque. È iniziato il periodo hippie della mia vita.
Insieme a questo ho dovuto stare appresso al mio padre handicappato che fa kinesioterapia e quelle merdate lì che costano un botto. E insieme a questo, visto che stavo diventanto troppo hippie e di uno stile di vita che poco si avvicina al mio essere una piccola fancazzista borghese, mi sono comprata l’iphone 5. Ho fatto a metà con i miei quindi non dite che sono viziatissima e una borghesotta senza limiti di merda perché non è così.
È molto bello parlare con Siri e dirle Porco Dio e sentire le sue risposte dove dice che non capisce. Scusate, sto facendo dei pensieri molto sconclusionati. Però ecco ora sicuramente migliorerà la qualità delle foto e potrò fotografarvi anche il bucio di culo del mio cane.
Quindi possiamo cominciare.

Ingredienti per due persone:

2 scatolette di tonno ( preferisco al naturale )
1 scatola di passata, pelati o quello che preferite: io ho usato una conserva di Pomodori Datterini e devo dire che era veramente buona.
1/2 peperone di qualsiasi colore vogliate
1 Mozzarella da 150 gr
E 250 gr di sottovalutatissime penne lisce.
Olio
Sale
Peperoncino

Benissimo. Praticamente io ho fatto soffriggere nell’olio mezza cipolla tagliata finafinafina, ho aggiunto il tonno e ho lasciato andare per 5 minuti (anche perché nel tonno al naturale c’è l’acqua e avendo buttato tutta la scatola nella padella si doveva asciugare bene). Appena ho visto che tutto il tonno mi diceva ” Ho bisogno di acqua, ti prego!” ho preso e ho buttato la scatola di datterini e l’ho ben pressati affinché garantissero cremosità al tutto. Ho lasciato sobbolire a fuoco medio per una decina di minuti.

Poi ho tagliato il peperone per lungo e abbastanza fino e l’ho buttato in mezzo per una gangbang mare e monti e l’ho lasciato insieme al sugo 5 minuti, giusto per cuocerlo un pochino. Mi piace che sia scrocchiarello mentre mangio una pasta leggera e cremosa come questa.

Dopodiché ovviamente dovrete avere un’acqua che bolle. Ci buttate le meravigliose penne lisce, le salate e le tirate fuori due minuti prima della fine della cottura. Poi le ripassate insieme al sugo, le colorate bene, cantate un po’ e poi ci mettete la mozzarella tagliata a cubetti e la girate bene in modo che non vi vengano pallocche di merda mozzarellosa. Dovete essere molto bravi, lo so. È un procedimento difficile da affrontare, le pallocche di merda mozzarellosa attanagliano l’uomo da molte ere. Voi potete farcela. Potete appellarvi a Odino. O al Merdaddio.

Eh niente, amo finito. Servite come più vi piace.

E regà, non posso esimermi dal consigliarvi il mio nuovo amore dopo Beyoncé.
Buona Giornata
La stronza.

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Gli N’sync spaccano, stronzi.


Oggi, poco fa, sull’autobus, ho fatto queste considerazioni e ve ne rendo partecipi:
- Perché Justin Timberlake, che faceva tante cose belle con gli Nsync, ha cominciato a fare roba come Sexyback?
- Perché sentite i Guns’n’Roses quando esiste Frank Zappa?
- Perché in meno di 24 ore di pagina facebook del blog ho fatto 1500 visualizzazioni e la gente scopre solo ora una cosa che esiste da tempo ed è girata parecchio tramite link e voi stronzi la scoprite solo ora?

La risposta a tutto è che siete stronzi, pure Justin, che era bello pure coi riccioli d’oro.

Ma in fondo in fondo non voglio deprimervi con le mie considerazioni sul fatto che siete stronzi, questo probabilmente lo sapete già. E lo sanno pure i vostri amici che sono altrettanto stronzi.
Insomma, Ottobre sta finendo, fa troppo caldo e io devo studiare; di cose belle ne accadono poche, di bestemmie tante e e c’è molta poca negritudine nella mia vita.
Tutto sommato però va tutto bene: ho un lavoretto, una famiglia acquisita di nascita recente (quella dell’Angelo Mai, non finirò mai di dirvi di venire perché non siete mai stati in un posto così a Roma), faccio i compiti di francese e la professoressa che sembra una versione cicciona di Johnny Depp in Paura e Delirio a Las Vegas (che poi, perché il libro si chiama disgusto e il film delirio? Non era meglio disgusto? Era quello che voleva dire il buon Hunter) mi dice trés bien e io gongolo, rendendomi conto del fatto che questi saranno i primi e ultimi compiti che farò. Insomma, ho tante cose da fare e non ho un momento per pensare a voi, miei piccoli amici virtuali che vi moltiplicate a dismisura ora che sono diventata anche io l’amministratrice di una pagina di merda.
Poi, che novità ci sono? L’Angelo Mai è occupato e potete sapere tutto sia tramite facebook sia tramite il loro sito che ho messo prima e che c’è mille volte nel blog.
Per voi nuovi ripeto che io cucino lì. Ieri per esempio ho fatto la lasagna in bianco con il pesto e le verdure (carote, zucchine e le mie amiche melanzane) e l’ho venduta tutta. Era bellissima devo dire. Le carote per quanto son belle le ficcherei nei buchi nelle mani di Gesù nostro signore. Che volgarità, che brutte cose che dico, vi piaccion sul serio? Sono allibita da questo e spaventata, perché mi chiamano visionaria (per via del logo che ho creato insieme a quelli di ElvisLives) e perché ci sono malati che mi chiedono se posso fare foto nuda insieme ai piatti. È successo. E mi vergogno. Mi sento la Melissa P. della cucina. Ma Giulia M. non suona così bene. 500 colpi di mestolo prima di andare a dormire però sì, suona de cristo. Dovrei scrivere un libro. 50 sfumature di Dio merda.

Ok, sto esagerando e sto scadendo nella banalità. Non è mica una gara a chi fa la bestemmia più divertente!  È che in realtà sono una persona molto insicura, a differenza di quello che pensate di me (lo so che pensate di me, non vi preoccupate) e quindi ho bisogno di farvi ridere con banalità, come fa Checco Zalone. Un giorno diventerò una dei Fratelli Marx e voi comprerete i dvd delle ricette slapstick alla minimum fax.
Comunque, sono stanca, ho fatto un post inutile e poco rappresentativo della mia importante comicità spicciola (sarà un ossimoro? Chissà).
In compenso però vi svelo un trick degno di quelli che fanno skateboard in cucina tipo me: sapete, io odio le olive con il nocciolo, a meno che non le debba mangiare per aperitivo e lì ci sta perché è l’unica cosa che te danno perché sò pulciari (tirchi) e quindi ti rosicchi il nocciolo fino all’ultimo, cercando anche di romperlo per masticarlo. Beh, non è questo il caso. parlo di quando volete fare qualcosa con le olive in mezzo e non siete capaci a snocciolarle bene. C’è mio padre che taglia tutto intorno ma metà dell’oliva rimane tutta attaccata. Quindi il trick è questo (non riesco a fare foto perché ho due ore di riposo e voglio stare stesa sul letto prima di (ri)andare a lezione. Ve lo spiegherò nella maniera più immediata possibile). Che poi capace pure che lo sapete già fare e ve l’ha insegnato nonna però ecco io l’ho imparato da sola. ecco beh. Dovete prendere l’oliva, il tagliere che avete e un coltellino. Tenete in mano l’oliva con indice e pollice e quindi fate un taglietto in mezzo, verticalmente rispetto alla lunghezza dell’oliva (sarà così davvero?) . Poi lasciate il coltello e schiacciate l’oliva con il palmo di una mano. Si dovrebbe aprire e così togliete esattamente e solamente il nocciolo.
Beh, questo è. È na cazzata.
Come sto blog.
Un bacione,
Giulia M.

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