Le bombe a mano che ve tirerei e che poi mi mangerei (zucchine tonde ripiene di carne e provolone piccante)


Ho speso mezz’ora per cambiare sfondo del blog e nemmeno mi piace, porca madonna.
Ho gli esami e non so nemmeno se voglio continuare l’università, dio cane.
I giovani d’oggi fanno cacare (me compresa) , gesù zozzo.

Quello che volevo dire però è che sono felice.
Certo, ogni volta che lo dico fa a finire in merda ma ogni volta che lo dico serve anche a farmi capire che bene ci sto veramente e non è una cazzata che dico alla gente per farla rosicare. Sto bene e ve lo dico, apposto così.
Volevo spendere principalmente due parole sul fatto che la gente spende tanto per vestirsi di merda quando a volte bastano 10 euro e hai un nuovo piccolo guardaroba.
Io ho sempre avuto la passione più o meno, cresciuta negli anni assieme a una compagna di liceo (Laura a cui v.b.), nei vestiti. Ovviamente al liceo ero una sfigata come tutti che voleva vestirsi benissimo ma alla fine era la solita zecca che non c’ az-zecca-va con le cose.   Mia madre però mi ha sempre insegnato l’arte del cercare vestiti sui banchi dell’usato. Da piccola ero già un’assidua frequentatrice di Porta Portese e ora la conosco come le mie tasche. Da un paio d’anni a dì tanto ho cominciato a vestirmi abbastanza bene, a parte qualche capo vergognoso che vabè, prima o poi abbiamo tutti. Non mi sto vantando, sto solo elogiandomi dicendo che per vestirsi bene ci vuole poco. E Porco Dio voi spendete troppo per mettervi quella merda. Troppo per me sono anche i 40 euro che date a Carpisa per una borsa di Ecopelle che sarebbe meglio usare come pannolino pè i neonati. Troppo sono anche i 70euro che spendete nelle scarpe di Zara della nuova collezione che a mio (e di alcuni altri) avviso sono peggio delle Hogan. C’avete presente quelle robe che sembrano scarpe ortopediche ma hanno un po’ di tacco e la gente se le mette coi leggings e fanno rate al cazzo? Ecco quelle.
Io capisco che i vestiti usati possono fa schifo ma il gusto di prendersi un toppino di Versace, una camicia di Valentino, una gonna di Diane Von Furstenberg alla modica cifra di un euro dà sicuramente più soddisfazione che andarsi a spendere uno stipendio in una collezione che il prossimo anno sarà passata di moda. Cioè alla fine una camicia di Valentino è tipo per sempre, come quel diamante che tanto volevamo della De Beers negli anni ’90. Zara che è? È pè na serata dio cane poi se ve ce casca un cocktail avete buttato 50 euro mentre se a me me se sporca na roba che ho comprato a 2 euri, ma chi cazzo se ne frega no?
Mi sono dilungata abbastanza ora, spero abbiate capito che non c’è bisogno dell’ultimo grido per essere fichi, basta anche una roba della collezione anni ’70 di Burberry, tanto copiano tutti le robe vecchie, lo sapete sì? Pure H&M prende roba che stava nella vetrina di Dolce e Gabbana 10 anni fa. Capito porcodio? Smettela poi di mettervi quella Jeffrey Campbell che sembrate dei Velociraptor o degli Stegosauri, de quelli che in Fantasia agonizzavano per il meteorite (qui trovate il video) che li fa estinguere.
Bene, detto ciò, possiamo passare alle Bombe a mano che tirerei felicemente in testa alla prima che vedo vestita con quei leggings militari che fanno rate ar cazzo.
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Ingredienti per 6 bombazze ignoranti:
6 zucchine tonde
1/2 kg de macinato sceltissimo bono
1 uovo
latte q.b.
Pan grattato q.b.
parmigiano q.b.
provolone piccante (io ci ho messo metà de quello che trovate già incartato al super, tipo quello che vedete nella foto, se ve sforzate un po’)
Sale
Pepe
image_1<– Queste sono le bellissime zucchine tonde se non l’avete capito.

imageQuesti i magnifici restanti ingredienti –>
Quella roba incartata è il ciambellone che compro pè fa colazione. Non c’entra un cazzo ma quando ho fatto ‘ste bombe mi ero appena alzata e avevo evidentemente appena fatto una colazione di Cristo.

Ok, la preparazione è molto semplice. Per prima cosa dovete far bollire dell’acqua con una manciata di sale grosso. Appena bolle ci mettete le zucchine e le fate sbollentare per 10/15 minuti. Affondate una forchetta (senza spappolarle magari) per vedere se hanno una buona consistenza ma sono abbastanza morbide da scavarle.
Bene. Appena avete deciso che vanno bene le togliete dall’acqua e le fate freddare, così magari per svuotarle non vi ustionate, coglioni.
Nel mentre si freddano facciamo il ripieno: in sintesi dovete mischiare tutto il resto che ho elencato. È tipo fare le polpette ma non dovete fare le polpette. Mettete in una ciotola il macinato, il parmigiano, il pan grattato, il latte e il provolone tagliato a pezzettini piccoli piccoli e l’uovo e fate in modo che sia un bell’impasto tosto ma non troppo. Yo. Poi aggiungete na spolverata abbondante di pepe e tre pizzicotti di sale. Io mi sa che ci ho messo anche dell’erba cipollina perché Erba rules everything around me, come direbbe Rihanna. E il prezzemolo, che va ovunque perché è bono e se non ve piace pazienza, ce ne faremo una ragione.
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Ok, ora passiamo alle zucchine. Non ho fatto foto a questo procedimento perché lo sanno fare anche i bambini . È pure divertente.
Una volta che sentite le zucchine fredde prendetele e tagliate il cappellino anni ’50 che hanno e poi scavate con un cucchiaino togliendo l’interno e mettendolo da parte. Una volta finito ciò, strizzate quella pappetta che avete trovato, sminuzzatela o frullatela e poi unitela all’impastino che avete fatto prima. Bravi, che dolci che siete.
Poi le riempite bene bene e trovate la foto anche su instagram qui e non vi preccupate ve la metto anche qui così non avete lo sbatti di aprire un’altra scheda:
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Ah giusto nel frattempo dovevate pure mette a riscalda il forno a 190°, che ce piaciono tanto. Vabe tanto ce mette poco.
Poi posizionate le zucchine sulla teglia insieme ai cappellini e le innaffiate d’olio fino a che non siete appagati. Poi le infornate per mezz’ora/45 minuti, fateje fa la crosticina croccante magari aggiungendo del pangrattato sopra.
Beh, poi non ve le mangiate subito sennò ve bruciate la lingua e le bolle sulla lingua fanno male e fanno bestemmiare anche Don Abbondio.
Un bacio, vi lascio una bella cosa che mi piace tanto che fa tanto felicità primaverile e poi andate in pace.
Giulia

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Risotto per Benedetto Settordicesimo.


Ho scoperto Wes Anderson.
Ho scoperto Wes Anderson insieme a mia madre. Ci siamo viste i Tenenbaum e Rushmore. Capisco perché vi piace, mi piace e piace a mia madre : racconta vite di stronzi.
Mia madre ha anche pianto mentre vedeva la scena tra Angelica Houston e Gwineth Paltrow nell’ospedale. Non so perché, probabilmente ci siamo ritrovate entrambe nei due ruoli. Lei piangeva, io ridevo. Mio padre potrebbe essere benissimo un personaggio che fa Bill Murray tra l’altro. Dovrei scrivere ad Anderson e descriverglielo magari fa il sequel dei Tenenbaum e lo chiama i Mazzonenbaum.
Sto leggendo Rousseau al momento, per un esame di letteratura francese del cazzo le cui lezioni sono impartite da una professoressa pazza. Rousseau è divertente, vorrei fosse amico mio. Vorrei scrivere come lui. E poi lo sapevate che Rousseau era uno a cui piaceva essere sottomesso a letto? Era un masochista. Questa cosa è bellissima. Saremmo stati perfetti insieme. Il masochismo mi affascina, forse una frusta la comprerei.
Tornando a noi. A noi!
A parte la mia recente scoperta di Wes Anderson, che sinceramente fottesega, ultimamente ne son successe di cose: sono stata felice, triste, ho pianto, ho riso un botto, mi sono fatta un sacco di cannolicchi all’erba cipollina (chi vuol capire capisca) e ho cucinato per degli amici, ho cucinato per me, una tipa mi ha bloccato su Facebook perché le ho criticato la cheesecake di dubbia bontà, dubbia perché esteticamente alquanto brutta, ho passato un esame, ho fatto un fioretto per il quale non avrei dovuto bestemmiare per una settimana e che è fallito miseramente dopo appena 5/6 ore dalla sua formulazione, ho ricominciato le lezioni già stanca, ho incontrato dei bei negri, ho dei lividi sull’anca e non so da dove cazzo vengono quindi, Porco Dio!
Poi ho una bruciatura sul dito perché porcamadonna ho preso un cazzo di pentolino di acciaio per scioglierci il burro e me lo sono scordato sul fuoco e l’ho preso al volo senza presina e mi sono fatta una roba incredibile. Ce l’ho da na settimana e il dolore che mi provoca è piacevole. Ora sembra la faccia di uno di quei zombie di Walking Dead. Che poi tra l’altro comincia a far cacare duro perché io mi caco sotto quindi in realtà non fa cacare duro fa cacare mollo. Boh.
In ogni caso la Primavera arriva, io non ho festeggiato un anno di blog, non ho festeggiato nemmeno il Papa nuovo perché non sono nemmeno battezzata (s’era capito vè?) , della religione me n’è sempre sbattuto poco e vedere tutti i vostri commenti su social network e compagnia bella mi ha un po’ deluso, in giro vedo solo coppiette che si baciano manco fosse S. Valentino di merda, la gente fa rate come sempre, cucino sempre di Cristo merda. Quindi in sintesi n’è cambiato un cazzo. Ah no c’è una piccola novità: mi hanno contattato per scrivere su un altro blog delle ricette un po’ assurde: quelle ricette che non ve magnereste mai se non foste strafatti o ubriachissimi. Chi meglio di me può avere una rubrica simile? A breve linkerò cose farò gente dirò persone.
Quindi posso passare ad enunciarvi una piccola ricettina per i palati più sensibili: un semplicissimo risotto con salmone e arancia.
Dedico la ricetta al vecchio Papa, Ratzy ci mancherà bestemmiarti. Ora potremo dire solamente Mannaggia ar Papa novo.

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Ingredienti per 1 persona che c’ha un botto fame (cioè tipo una porzione e mezza di riso):

1 tazza da tè piena di riso
n’etto de salmone affumicato o de meno o de più io non lo so quanto ve piace. io ce ne metto na cifra de solito.
1 arancia
sale, pepe, olio (o burro, per i grassoni)
1 cipolla piccola (io ce la metto, me piace una cifra la cipolla)
1 piccola carota (per il colore, tutto arancione è bello: v.foto)
ah er brodo cor dado

È inutile starvi a fare le foto di un procedimento così semplice e veloce. Se non sapete fare un risotto qui non ci dovreste nemmeno arrivare a leggere. Siete ritardati.
Scaldate un po’ d’acqua e ci mettete mezzo dado vegetale.
Sminuzzate cipolla e carota e le fate soffriggere con l’olio in un tegame, aggiungete il salmone, buttate poi il riso a tostare, aggiungete il brodo piano piano come si fa per fare qualsiasi altro risotto. A metà cottura, più o meno dopo dieci minuti di sbattimento di cazzo, prendete l’arancia, tagliatela a metà. Metà di questa arancia andrà spremuta nel tegame insieme al riso, l’altra metà òa sminuzzate bene e la buttate dentro. Io mi son tenuta da parte due fettine per impiattare bene. Che verbo di merda è impiattare?
Ah, potete aggiungere anche un pochino di dragoncello o dell’erba cipollina. O dell’erba e basta. Poi decidete voi quando è pronto e ciao a tutti.

Giulia, che non c’ha tempo manco pè scrive sul suo blog.

Ah, Dio cane che bomba:

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Il fu Dio Maial – I Djangottini


Ho deciso che per febbraio dovevo regalarvi qualcosa di speciale e per questo vi regalo un nuovo post.
Mi dispiace, mi apologizzo. Ho avuto un periodo molto impegnativo: ho ricominciato a scopà, a studià e a non sopportare Internet. E l’interrogativo che mi ossessiona è “perché nelle destiny’s child c’è quella cazzo di Michelle Williams che non fa una ceppa e pare un’oca stuprata da un rinoceronte? Quest’interrogativo mi taglia le gambe e fa fare Djangolo Djangolo.
Non capisco fondamentalmente perché io vi faccia ridere dato che faccio cacare a Dio.
Che vi posso dire? Ho paura del buio. Mi caco sotto male. Di solito in pizzeria prendo la pizza radicchio, scamorza e speck oppure l’ortolana bianca. Sò bone in culo.

Sto a bestemmia come Cristo sotto quer telo bianco che se chiama la Sacra sindone di merda. Non c’ho na lira. Io na volta ero ricca io na volta offrivo da beve a tutti, facevo entra la gente alle serate pagando i biglietti pè tutti, io na volta me compravo l’erba.
Questa condizione mi limita. Essere felici non basta, è evidente. Voglio indietro la mia tristezza e il mio conto in banca, quello che avevo nel 2009. A 18 anni avevo molti più soldi di adesso.
Sono quasi arrivata a pensare di comprarmi il tabacco che usate voi zecche. Poi c’ho pensato e quando ho dovuto scegliere se cibarmi o fumare ho scelto la nicotina. Almeno nun magno, me viè un tumore e moro prima. Il truzzo piagne da troppo tempo, non si può. C’ho i debiti cò tutti, ho perso le cuffie dell’Iphone. Pare un testo dei Club Dogo.

Aho ma l’avete visto Django? Daje Porcodio è una bomba rara. Am I wrong cause I wanna get it on till I die? E io pè sti film m’entusiasmo poco. Kill Bill me fa caca e invece l’entrata di Leo mi ha scaturito un bel Porcodddio che ha sentito tutta la sala del Lux.
ah, in questi mesi ho anche bestemmiato in faccia a una suora. È successo ieri al bar sotto casa. Vabè non fa manco troppo ride ho solo bestemmiato e questa m’ha guardato e non ha detto un cazzo. La religione è proprio finita. Tipo la gentilezza e i Digestive al cioccolato fondente al Simply.
Mi mancate molto, ora mi hanno chiesto anche di scrivere su un altro blog. Ora ci penso anche se mi sembra divertente. Sentirete presto novità.
Comunque sono sottotono, mi sono un po’ sforzata a scrive sta roba, mi dispiace, non ho tempo e tra mezz’ora devo sloggiare perché devo andare agli allenamenti della porcodio di pallavolo.
Ah, ho anche avuto mille contratture alla schiena: non so perché sto a scopa un botto o perché dormo su materassi assurdi in posti ancor più assurdi.
Ah, un sacco di gente che m ha visto nuda mi ha detto che ho delle belle tette quindi tutto quello che dico è vero riguardo alle mie tette. Le tette muovono il mondo, il porcodiddio muove le anime.
Ah oggi ho visto un botto di negri, sto in fissa male. Ma non i marocchini o i bangladesi ma tipo veri nigga, nj. De Cristo.
E se sento mezza persona che dice che Beyoncé è una pippa che canta in playback gli infilo un suo cd nelle orecchie e glielo faccio uscire dalla cappella.
Sono volgare, non importa. Mi volete bene.

Ora parlo dei Djangottini che sono fondamentalmente una cazzata ma sò boni.
66478_10200195637561238_1728400661_n (1)Ingredienti per 8 Djangottini:
un rotolo di pasta sfoglia tonda
150 gr di pancetta tagliata a fette o de più, come cazzo ve pare
un botto de emmenthal
sale, pepe
un forno
un coltello

Pijate sta cazzo de pasta sfoglia e la tagliate in otto spicchi, ci mettete dentro delle strisce di pancetta e delle strisce de emmenthal e arrotolate partendo dalla parte larga fino a quella piccola I miei sò venuti tipo cornettini, sono sicura che li potete fare anche meglio di me. Io me li volevo scofanare al volo. Li mettete sulla teglia , ci mettete sale e pepe sopra e un po’ d’olio. Altrimenti ce buttate il turlo d’ovo per farli più lucidi e belli.
Na ventina de minuti al massimo a 190°.
Arrivederci, fottete forte e buon Natale.

Scappo ma vi lascio Kendrick :D

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Dicembre: La marmellata di zucca e cannella e i muffins con marmellata di zucca e uvetta passa.


La mia vita si sta sdoppiando. Io sono due persone. C’è la Giulia felice e c’è la Giulia in ansia per tutto.
La Giulia felice è felice perché va tutto di Cristo, ci sono mille persone che le vogliono bene, ha una pelliccia alla Snoop Dogg, fa dei muffins da paura, c’ha mille impicci.
La Giulia con l’ansia per tutto ha l’ansia perché è il 14 Dicembre, tra 5 giorni ha il primo esonero della stagione e tra Gennaio e Febbraio avrà mille esami.
Entrambe le Giulie però hanno deciso che dovrà andare così, la felicità si mischierà con l’ansia e andrà tutto una bomba. Vero? È così che arriva il successo nella vita giusto? La determinazione è importante, no? E poi visto che tutti criticano i giovani mi sembra il minimo fare il culo a tutti. Quindi stasera e domani saranno gli ultimi due giorni di bagordi. Poi ci saluteremo e ci rivedremo probabilmente a Marzo. No, scherzo. Ho talmente tante ricette accumulate che per Natale ve ne regalerò a iosa una dopo l’altra.
E vi pongo un quesito: visto che la vita è un Porco Dio che vola via, noi che ne facciamo volare tanti di Porco Dii, vuol dire che viviamo più di tutti?
Sono una persona intelligente a farvi queste domande?
Vorrei esserlo di più per inondarvi di battute che vi fanno ridere per due giorni consecutivi ma devo dire che, a parte un gran bel sorriso, oggi non posso darvi altro. Che poi un sorriso di questi tempi è già tanto. Chi è che sorride più come una volta? Sorridete, porco Dio, la vita è un mozzico.
Non so perché sono finita a dire queste cose. Dovrei solo dirvi di cucinare bene e di far stare bene le persone e di guardare Masterchef che me piace un botto ma non lo posso seguire non avendo Sky e avendo gli allenamenti il giovedì. Quindi guardatelo e poi mandatemi i riassunti, voi nullafacenti.
Comunque, data la bipolarità che mi caratterizza di questi tempi ho deciso quindi di darvi  due ricette : una che rappresenta la mia vita con l’ansia perché dopotutto la marmellata senza nient’altro non vi mette l’ansia? E una che rappresenta invece la realizzazione e la felicità, perché i muffins sono felicità a forma di dolce. Non credete anche voi?
Bene, cominciamo perché voglio farvi ridere forte.

La marmellata di zucca e cannella:
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Allora.
Ingredienti per questi due barattoli di cui ignoro totalmente il peso:

1 zucca di medie dimensioni pulita e pronta da magnà diciamo
300 gr di zucchero preferibilmente di canna (dai su) che equivalgono a 12 cucchiai.
1 cucchiaio di cannella
1 limone

Per prima cosa dovete tagliare tutta la zucca che avete (non la vostra capoccia, la zucca, quella cosa arancione che avete comprato)  e metterla a riposare (poraccia, se deve riposa dopo che l’avete tutta stagliuzzata) insieme allo zucchero, alla cannella e al succo di tutto il limone per una notte (io l’ho fatta riposa 5/6 ore ed è venuta bona uguale). Poi la dovete cuocere per un’ora a fuoco lento in un tegame con il fondo spesso (se non ce l’avete, lasciate perdere ed andate a zappare e a raccogliere le zucche di mestiere e ba). Alla fine della cottura dovete frullare tutto. Io ho frullato nel Bimby per tipo 40 secondi e ho lasciato dei pezzetti di zucca un po’ più grandi  perché fa fico e fa molto bio de merda.
Dopodiché prendete dei vasetti vuoti e ce la versate dentro. Poi capovolgete i vasetti e la fate freddare in modo che si sigillino (sigillino? è un verbo? sto veramente scrivendo sigillino?) E poi ve la potete magna e farvi i muffin.
Ora vi faccio vedere due foto del procedimento che fanno abbastanza caca:
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Bòn, ora possiamo passare ai Muffins con la marmellata di zucca e cannella:

Ingredienti per 12 Muffins:

8 cucchiai di farina
6 cucchiai di zucchero di canna
3/4 cucchiai di marmellata o anche di più, più abbondate più saranno ciotti
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale
1 bella manciata di uvetta
per esagerare 100 gr di burro, perché me sentivo un botto fica e magra
1 bicchiere di latte
2 uova

Ho messo seriamente gli ingredienti a cazzo perché non me li ricordavo. Comunque il procedimento di base è quello che vi ho spiegato nelle altre ricette di muffins ma visto che so che siete dei pesaculo e scrollare o cliccare su dolci vi romperebbe i coglioni  ve li rispiego perché è na cazzata e voi siete stronzi.
Quindi.
Mischiate gli ingredienti liquidi (il burro dovete scioglierlo quindi è liquido e anche le uova sbattute sono liquide) e gli ingredienti solidi (di cui fa parte anche la marmellata).
Poi versate i liquidi sui solidi , mischiate bene, deve essere un bell’impasto non troppo solido così vi vengono belli morbidi. Poi li mettete negli stampi imburrati e infornate per 15/20 minuti a 190 gradi. Perché i 180 sò sopravvalutati.
Dovrei avervi spiegato tutto. Se volete chiarimenti potete contattarmi in privato o in pubblico, ma me sò rotta il cazzo de scriveve perché è venerdì mattina e il caffè non ha funzionato.
Ecco i muffins pronti:
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Ed ecco la nostra canzone:

Un bacio, le vostre Giulie.

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Cronaca Negra / Riso Basmati con Pollo al Curry e zucchine.


Ho grandi novità (grandi diciamo che è un eufemismo) ed è per questo che faccio oggi un bel post per voi poveri stronzi che mi leggete, dio cane, dio gatto, dio elefante.
Domani sera, o meglio, domani notte sarò ospite a Radio Popolare Roma (che non passa nemmeno troppa merda, devo dì) dal Roscio del Borghetta Stile (sì quella serata con cui stanno tutti in fissa e che ogni volta devi fare una fila chilometrica per entrare) e qualche altra persona che ancora non ho ben identificato (qui trovate l’evento su facebook, nel caso vi interessasse la mia voce birbante e le mie cazzatelle). Non potrò bestemmiare, eh vabbè, però magari vi dico un paio di ricette, vi faccio ridere di martedì notte e andate a letto felici.
Da Giovedì invece all’Angelo Mai (dove cucino e non mi stancherò mai di dirvelo) cominciamo con un nuovo progetto ovvero la Sala da té – Aperitivo, che non è una cazzata calcolando che all’Angelo c’è il camino, un’atmosfera calda e gradevole e poi ci sono io che faccio i dolci e i dolcetti e i rustici per l’aperitivo. Poi appena ingraniamo un po’ con questo progetto faremo live e cose un po’ più uptodate,confident, outgoing e tutta quella merda che la gente scrive senza sapere il significato e io riassumo con: regà è una ficata e poi ci sto anche io che cucino.
Poi, Putlocker me sta a fa tirà fuori il peggio di me. Mai una volta che voglio vedermi una cosa e al volo me la vedo. No, porca madonna, devo aspettare che quello stronzo di Cristo faccia funzionare il tutto. E mi sono stufata quindi probabilmente smetterò di stare al computer, farò un post al mese e vi annoierò come fanno tutti i blog di cucina. Che palle.
Beh, è quasi Dicembre, non vi sembra strano? Era Febbraio quando ho cominciato tutto questo coso qua e guarda dove sono arrivata! A Pomezia e a Tivoli. Da paura regà! Pensate a quando arrivo a Perugia che festeggiamenti!
Non so. Visto che forse manco da troppo tempo dovrei raccontarvi anche il fatto che mio padre canta Rihanna però dice che è un’incapace e ci litigo perché io so che Rihanna è solo un prodotto ma mi piace e dopotutto è comunque negra. Quindi capite? Alla fine sono i sessantenni che sono chiusi mentalmente, non noi. Io perlomeno quando parla degli Hot Tuna lo ascolto, io quando parlo di Azealia mi snobba. E questo è anche, un po’ forzatamente , lo ammetto, la mia analisi sulle primarie del Pd: noi giovani li ascoltiamo mentre parlano di noi, del futuro e hanno le loro idee; il problema sussiste quando cominciamo a parlare noi del nostro futuro e nessuno di loro ci ascolta, tutti vanno per conto loro e noi rimaniamo sul ciglio di un’autostrada a 4 corsie dove tutti corrono e noi siamo a piedi. Poi però penso, cosa ci ha portato ad essere a piedi e a non avere una bella Ferrari: beh, niente. Siamo solo stronzi. A quest’ora se sapevamo meno come fare i troll su una discussione su reddit e sapevamo meglio come affrontare la vita da grandi stavamo un botto meglio.
Quindi da oggi ho ricominciato  a studiare perché stupida non sono e qualcosa dovrà pur cambiare in quest’Italia brutta e patetica.
Prima di studiare però ci vuole un bel riso basmati. E qui lascio ai pensieri legati a quel che ho detto e a una ricetta semplice quanto efficace.


Ingredienti per un paio di persone che mangiano tanto o 3 che mangiano poco:

250 gr. di Riso Basmati
3/4 etti di pollo oppure metà petto di pollo ciccione
1 zucchina media
1/2 cipollona
curry
sale
pepe
olio

Ho dato il meglio di me e ho fotografato tutto benissimo! Scusate se è poco. E mi dispiace ma siete ritardati e devo fare queste cose dettagliatissime per forza!

Per prima cosa dovete prendere il petto di pollo, dividerlo a metà, pulirlo e tagliarlo a dadini:

 

 

 

 

 

 

Perfetto! Bravi!

Una cosa importante è cuocere il riso basmati: dovete mettere il riso in una pentola e metterci dentro dell’acqua. L’acqua da metterci supera di poco il livello del riso nella pentola. Capito? Diciamo un paio di dita sopra.
Non l’ho sciacquato perché ho comprato una qualità infima quindi non c’è bisogno.

 

 

 

 

 

 

Quindi poi ho preso la cipolla, l’ho tagliata fina e l’ho fatta rosolare in padella con l’olio:

 

 

 

 

 

Ho poi buttato il pollo:

 

 

 

 

 

 

Nel frattempo torniamo al riso: sicuramente avrà raggiunto bollore. in quel caso mettetelo a fuoco basso per 10 minuti coperto BENE da un coperchio che è l’anima gemella della pentola. Dopo questi dieci minuti spegnete e lasciate riposare fino a che non vi diventa così:

 

 

 

 

 

 

Poi dovete tagliare la zucchina in modo carino:

 

 

 

 

 

 

 

Eee poi aggiungetela al pollo e fare cuocere tutto insieme per bene.
Appena vedete che si è ben abbrustolito salate, pepate e buttateci tanto curry, più ne mettete più verrà bello e buono:

 

 

 

 

 

Quando avrete tutto pronto impiattate o mettendo prima riso e poi pollo sopra come ho fatto io oppure mettete tutto in padella e mescolate, così:

 

 

 

 

 

 

E il risultato finale in ogni caso sarà questo, seguito da un rutto o da una bestemmia:

E niente. Tutto ok. Tutto regolare.
E non mi dilungo più, dato che questo post è troppo lungo.
Un bacione a tutti e alla prossima, con dolci e dolcetti :)
E ora il momento in cui Sting incontra Cindy Lauper e si fa chiamare Rihanna:

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Le penne lisce ar tonno con mozzarella e sfilacci de peperone.


È iniziato il periodo hippie della mia vita. Probabilmente finirà anche presto. Le droghe non mi soddisfano come fanno i negri. Ieri il buttafuori dell’Init mi ha dato l’accendino e mentre accendeva ho toccato la sua bella mano negra. Ma i Mano negra sò tipo un gruppo ve? Vabeh. Comunque. È iniziato il periodo hippie della mia vita.
Insieme a questo ho dovuto stare appresso al mio padre handicappato che fa kinesioterapia e quelle merdate lì che costano un botto. E insieme a questo, visto che stavo diventanto troppo hippie e di uno stile di vita che poco si avvicina al mio essere una piccola fancazzista borghese, mi sono comprata l’iphone 5. Ho fatto a metà con i miei quindi non dite che sono viziatissima e una borghesotta senza limiti di merda perché non è così.
È molto bello parlare con Siri e dirle Porco Dio e sentire le sue risposte dove dice che non capisce. Scusate, sto facendo dei pensieri molto sconclusionati. Però ecco ora sicuramente migliorerà la qualità delle foto e potrò fotografarvi anche il bucio di culo del mio cane.
Quindi possiamo cominciare.

Ingredienti per due persone:

2 scatolette di tonno ( preferisco al naturale )
1 scatola di passata, pelati o quello che preferite: io ho usato una conserva di Pomodori Datterini e devo dire che era veramente buona.
1/2 peperone di qualsiasi colore vogliate
1 Mozzarella da 150 gr
E 250 gr di sottovalutatissime penne lisce.
Olio
Sale
Peperoncino

Benissimo. Praticamente io ho fatto soffriggere nell’olio mezza cipolla tagliata finafinafina, ho aggiunto il tonno e ho lasciato andare per 5 minuti (anche perché nel tonno al naturale c’è l’acqua e avendo buttato tutta la scatola nella padella si doveva asciugare bene). Appena ho visto che tutto il tonno mi diceva ” Ho bisogno di acqua, ti prego!” ho preso e ho buttato la scatola di datterini e l’ho ben pressati affinché garantissero cremosità al tutto. Ho lasciato sobbolire a fuoco medio per una decina di minuti.

Poi ho tagliato il peperone per lungo e abbastanza fino e l’ho buttato in mezzo per una gangbang mare e monti e l’ho lasciato insieme al sugo 5 minuti, giusto per cuocerlo un pochino. Mi piace che sia scrocchiarello mentre mangio una pasta leggera e cremosa come questa.

Dopodiché ovviamente dovrete avere un’acqua che bolle. Ci buttate le meravigliose penne lisce, le salate e le tirate fuori due minuti prima della fine della cottura. Poi le ripassate insieme al sugo, le colorate bene, cantate un po’ e poi ci mettete la mozzarella tagliata a cubetti e la girate bene in modo che non vi vengano pallocche di merda mozzarellosa. Dovete essere molto bravi, lo so. È un procedimento difficile da affrontare, le pallocche di merda mozzarellosa attanagliano l’uomo da molte ere. Voi potete farcela. Potete appellarvi a Odino. O al Merdaddio.

Eh niente, amo finito. Servite come più vi piace.

E regà, non posso esimermi dal consigliarvi il mio nuovo amore dopo Beyoncé.
Buona Giornata
La stronza.

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Gli N’sync spaccano, stronzi.


Oggi, poco fa, sull’autobus, ho fatto queste considerazioni e ve ne rendo partecipi:
- Perché Justin Timberlake, che faceva tante cose belle con gli Nsync, ha cominciato a fare roba come Sexyback?
- Perché sentite i Guns’n'Roses quando esiste Frank Zappa?
- Perché in meno di 24 ore di pagina facebook del blog ho fatto 1500 visualizzazioni e la gente scopre solo ora una cosa che esiste da tempo ed è girata parecchio tramite link e voi stronzi la scoprite solo ora?

La risposta a tutto è che siete stronzi, pure Justin, che era bello pure coi riccioli d’oro.

Ma in fondo in fondo non voglio deprimervi con le mie considerazioni sul fatto che siete stronzi, questo probabilmente lo sapete già. E lo sanno pure i vostri amici che sono altrettanto stronzi.
Insomma, Ottobre sta finendo, fa troppo caldo e io devo studiare; di cose belle ne accadono poche, di bestemmie tante e e c’è molta poca negritudine nella mia vita.
Tutto sommato però va tutto bene: ho un lavoretto, una famiglia acquisita di nascita recente (quella dell’Angelo Mai, non finirò mai di dirvi di venire perché non siete mai stati in un posto così a Roma), faccio i compiti di francese e la professoressa che sembra una versione cicciona di Johnny Depp in Paura e Delirio a Las Vegas (che poi, perché il libro si chiama disgusto e il film delirio? Non era meglio disgusto? Era quello che voleva dire il buon Hunter) mi dice trés bien e io gongolo, rendendomi conto del fatto che questi saranno i primi e ultimi compiti che farò. Insomma, ho tante cose da fare e non ho un momento per pensare a voi, miei piccoli amici virtuali che vi moltiplicate a dismisura ora che sono diventata anche io l’amministratrice di una pagina di merda.
Poi, che novità ci sono? L’Angelo Mai è occupato e potete sapere tutto sia tramite facebook sia tramite il loro sito che ho messo prima e che c’è mille volte nel blog.
Per voi nuovi ripeto che io cucino lì. Ieri per esempio ho fatto la lasagna in bianco con il pesto e le verdure (carote, zucchine e le mie amiche melanzane) e l’ho venduta tutta. Era bellissima devo dire. Le carote per quanto son belle le ficcherei nei buchi nelle mani di Gesù nostro signore. Che volgarità, che brutte cose che dico, vi piaccion sul serio? Sono allibita da questo e spaventata, perché mi chiamano visionaria (per via del logo che ho creato insieme a quelli di ElvisLives) e perché ci sono malati che mi chiedono se posso fare foto nuda insieme ai piatti. È successo. E mi vergogno. Mi sento la Melissa P. della cucina. Ma Giulia M. non suona così bene. 500 colpi di mestolo prima di andare a dormire però sì, suona de cristo. Dovrei scrivere un libro. 50 sfumature di Dio merda.

Ok, sto esagerando e sto scadendo nella banalità. Non è mica una gara a chi fa la bestemmia più divertente!  È che in realtà sono una persona molto insicura, a differenza di quello che pensate di me (lo so che pensate di me, non vi preoccupate) e quindi ho bisogno di farvi ridere con banalità, come fa Checco Zalone. Un giorno diventerò una dei Fratelli Marx e voi comprerete i dvd delle ricette slapstick alla minimum fax.
Comunque, sono stanca, ho fatto un post inutile e poco rappresentativo della mia importante comicità spicciola (sarà un ossimoro? Chissà).
In compenso però vi svelo un trick degno di quelli che fanno skateboard in cucina tipo me: sapete, io odio le olive con il nocciolo, a meno che non le debba mangiare per aperitivo e lì ci sta perché è l’unica cosa che te danno perché sò pulciari (tirchi) e quindi ti rosicchi il nocciolo fino all’ultimo, cercando anche di romperlo per masticarlo. Beh, non è questo il caso. parlo di quando volete fare qualcosa con le olive in mezzo e non siete capaci a snocciolarle bene. C’è mio padre che taglia tutto intorno ma metà dell’oliva rimane tutta attaccata. Quindi il trick è questo (non riesco a fare foto perché ho due ore di riposo e voglio stare stesa sul letto prima di (ri)andare a lezione. Ve lo spiegherò nella maniera più immediata possibile). Che poi capace pure che lo sapete già fare e ve l’ha insegnato nonna però ecco io l’ho imparato da sola. ecco beh. Dovete prendere l’oliva, il tagliere che avete e un coltellino. Tenete in mano l’oliva con indice e pollice e quindi fate un taglietto in mezzo, verticalmente rispetto alla lunghezza dell’oliva (sarà così davvero?) . Poi lasciate il coltello e schiacciate l’oliva con il palmo di una mano. Si dovrebbe aprire e così togliete esattamente e solamente il nocciolo.
Beh, questo è. È na cazzata.
Come sto blog.
Un bacione,
Giulia M.

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Tortini di zucchine e salmone affumicato alla Dio Light.


Ho il trackpad del mio mac del cazzo che sta svalvolando come se ci fosse tipo un altro dito che mi fa gli scherzi. È frustrante, mi sento fregata. Mi sento come se una smart mi superasse.
Avevo scritto 3 righe e il dito invisible me le ha cancellate. Ok, forse ora ha ripreso. Credo debba stare su un piano che più piano non si può.
Comunque, buongiorno! Che bello, sono tornata! Piove, Cristo Ladro!
È un bel sabato comunque, è tornato papà dalla clinica per vecchi disagiati, mi sono comprata un gilet di pelle secondo solo alla tuta di Catwoman a 3 euro e stasera mi vado a senti quel bono der Danno.
Ho un sacco di cose da dire e non so da dove cominciare. Comincio, per andare sul sicuro, con “Un Dio merda è per sempre” .
Poi, allora, vediamo. Mercoledì sono andata a “lavorare”/collaborare/aiutare al Teatro Valle per questa serata e per i miei amici dell’Angelo Mai. Quello che voglio dire principalmente  è che mi sono commossa e  che sono stufa della gente che si crede ‘sto cazzo.  In ogni caso domani, Domenica 14 Ottobre, comincia la mostra di David Fenton (autoprodotta da Angelo e altre cose che ci stanno in mezzo e dopo se cliccate lo sapete chi sò insomma). Direte, e chi cazzo è? Beh, ragionevole la vostra osservazione ma non ci vuole molto per scoprirlo: magari se cliccate qui trovate qualche info utile. Poi insomma, ha fotografato Miles Davis, questo credo possa bastare, non è mica un coglione. Poi, visto che state tutti in fissa pè gli anni ’60, pè il vintage e via dicendo, magari potete venire a vedere come stavano davvero le cose e magari capite che il banchetto con scritto sopra “vintage anni ’70″ a Porta Portese vende un botto di cazzate. E poi ci stanno tutte foto di negri, delle Black Panther. Insomma, roba forte. Mi ricordano le atmosfere dei libri di Carver. Ma non voglio perdermi nella poesia delle foto e nella smielezza (?) delle mie osservazioni.
Sarebbe comunque molto bello se veniste. L’Angelo è bello, non credo che abbiate mai visto un posto così bello e grande a Roma. Ed ogni giorno della mostra (dal 14 al 18) si faranno delle assemblee pubbliche a cui tutti potete partecipare e potete capire cosa sta succedendo a Roma Capitale (che nome fascio che s’è inventato quel coglione) e perché abbiamo tutti un po’ paura ma lottiamo. Insomma, è una cosa bella e qualcuno potrebbe venire, mi trovate lì, con i miei orecchini a forma di $.
Poi volevo solamente fare un appunto e condividere un pensiero che mi attanaglia da qualche giorno:
Tutti predicano, si sbattono dicendo mille cazzate ma non fanno niente per migliorare la città di Roma. Io amo Roma no? Quando ho vissuto a Londra mi mancava. Sono tornata, ho visto i Fori col sole, 3 giorni dopo il mio ritorno e mi sono commossa. Ecco, io mi chiedo: perché devo prendere la macchina nel momento in cui ci metto lo stesso tempo con l’autobus? Beh, una mia amica non la pensa così. Preferisce la comodità della macchina. Le ho spiegato che se tutti pensano come lei allora la società non migliorerà mai e rimarremo tutti così, a spalare merda su altre persone e a non FARE. A lamentarci e a non migliorare quello che in realtà è il nostro futuro. Credo fermamente che se per un giorno lasciassimo tutti la macchina, pagassimo il biglietto e prendessimo l’autobus la vivibilità di Roma sarebbe in netto rialzo. Poi non so, dal basso dei miei 22 anni posso solo essere ingenua e credere ancora in cose astratte tipo la pace nel mondo e uno stato sociale degno di essere chiamato tale.
Torniamo a noi, ieri mi sono messa a cucinare. Sono sempre a dieta ma ormai sono consapevole di quello che posso e non posso cucinarmi e quindi ho provato questa super ricettina light e devo dire che spacca male.

È molto semplice, non c’è granché, bisogna solo stare attenti al rovesciamento. Vabè, poi capirete.

Ingredienti per 2 tortini:

4 Zucchine medie ( se le prendete coi fiori poi fate la decorazione come me)
1 etto di salmone affumicato (anche meno)
Sale, pepe
Philadelphia Light
Latte q.b.

Beh, la preparazione è in più fasi e ve la suddividerò molto semplicemente in 6 parti. Tutte divertentissime.

  1. Prendete 2 Zucchine, tagliatele per lungo molto finemente e grigliatele bene.
  2. Prendete una padella, cuoceteci il salmone al volo e poi buttateci le altre 2 zucchine tagliate a cubettini. Le zucchine si cuoceranno nel grasso che butta fuori il salmone. Non c’è bisogno di olio. Ci dovete solo stare un po’ più appresso.  Salate e pepate.
  3. Ora dovete foderare gli stampini. Io ne avevo di vecchi per crostatine. Non so quanto sono larghi ma dovrebbero andare bene quelli per fare i muffin, gli stampini di alluminio semplici semplici. Vabè, insomma, ‘sti stampini li foderate con le zucchine grigliate precedentemente. Poi ci buttate sopra le zucchine con il salmone e incastrate altri pezzi di zucchine al di sopra in modo che diventa tipo uno scrigno di zucchine. Poi fate un po’ di pressione con la mano sopra così si assesta bene.
  4. Fatto questo mettete in forno caldo a 180gradi per 15 minuti.
  5. Impiattate. Dovete stare attenti a non sfasciarlo mentre “rigirate la frittata”. A me uno si era un attimo sconvolto ma poi l’ho ripreso e si è rimesso tutto al suo posto incastrando di nuovo una zucchina birichina. L’azione del girare la formina sul piatto è stata un rischio per la mia goffaggine ma ce l’ho fatta. È tipo quando al semaforo vai nella corsia vuota che però dice di girare a sinistra mentre tu devi andare dritta e allora scavalchi tutti ma devi stare attenta al semaforo così che quando scatta tu superi tutti gli stronzi in fila. Il rischio è simile, mi piace tanto.
  6. Fate la salsina mischiando Philadelphia e latte. Metteteci anche un po’ di prezzemolo e voilà.

Il punto 2.Il Punto 3Sempre il Punto 3

Il Punto 5. Particolare parte spappolata

Ok, è finita anche questa. Vi voglio regalare solo tre cose.
La prima è “AmoCuroCopia” che trovate qui su Twitter. È un anagramma in relazione all’Angelo. Indovinate, fateci sapere e dateci i baci.
La seconda è:

La terza sono io con 5 kg di meno e una Madonna con un asino stracciato in braccio:

p.s. Cercate a Roma i miei adesivi. Sto imbrattando tutta la città.

Bacioni.

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Non è un blog di cucina. È un Diario di Cucina.


Volevo farvi leggere questo:

“Mi pesa ciò che dico.
Ho sempre la sensazione di parlare troppo di me, di espormi molto, di mostrare più di quanto vorrei e, per contro, di percepire poco dell’essenza degli altri.
Mi chiedo quanto arrivi davvero agli altri di me, di me che non mi so spiegare mai senza far confusione, di me che non mi sento ben rappresentata da nessun frammento singolo
che pure mi appartiene, e che nello stesso tempo mi pare che faccia trasparire troppo e a tradimento!
Forse è vero che sono un po’ distaccata dalle cose, ma la sensazione che tra me e il resto intorno ci sia un piccolo vuoto da attraversare non sono sicura che sia una cosa che mi piace, nè che mi dispiace.
Perchè bisogna diventare invisibile per non correre il rischio di essere trasparente.
Non mi importano le interpretazioni distorte, sono superficiali e non mi fanno male.
Ma, se prima non capisco bene me stessa da sola, non posso rischiare che ci riesca qualcun altro, che arrivi alla ” soluzione giusta” prima di me.
Per questo spesso mi pesa ciò che dico su di me, su come la penso, su come mi sento..
E me ne accorgo ora perchè invece mai, mai come adesso, mi sento soffocata da tutto quello che non dico! Forse vorrei non aver bisogno affatto di parole..
Oh, dannazione, invece si, forse non mi importa affatto quanto inutili possano essere, vorrei saperle dire e basta!
In quei minuti in cui sono sola con il mio cuscino penso. Penso molto. Varia da “Cosa faccio con la mia vita?” a “Avevo dei compiti?”. La stanza è molto silenziosa,la mente di meno. La odio perché spesso mi fa pensare alle cose che non vorrei mai pensare oppure mi ripropone di nuovo le cose a cui preferisco non pensare. La frazione di secondo prima di dormire è il secondo piu’ attivo della mia vita.
Mi incastro in cose incredibili tipo quella che sto per dire: Il numero 2 è un numero un pò sfigato, arriva sempre per secondo, mai per primo, accarezza sempre il podio senza mai sovrastarlo. Tutti sappiamo contare fino a 2. Possiamo scriverlo con due barrette romane, o con un ghirigoro arabo, ma sempre 2 resta.
Due è un numero pari, il numero della simmetria, del parallelismo. E’ il numero del corpo umano, infatti abbiamo due gambe, due braccia, due occhi e due orecchie. Solo la bocca e il cuore sono unici. La bocca perchè parliamo già abbastanza, il cuore non lo so.
Erano due anche il Diavolo e l’Acqua Santa, il Gatto e la Volpe e pure Giuseppe e la Porca Madonna.
Siamo tutti un pò due (con la nostra doppia personalità), ma non lo sappiamo …
Dopo un po’ avverto il bisogno di odiare. Il mio odio però è senso critico! Infatti la triste verità è che non esiste più il corteggiamento.
(Sono nata banale e morirò tale)
Una/o clicca mi piace ad una foto e 9 mesi dopo si ritrova con un figlia/o ; una stronza/o/ ; un/a mutuo/a ; una familiare ed un abbonamento ad un quotidiano, sperando di scorgere la sua foto in mezzo al necrologio.
Parlo di cose che non so ma gli altri non lo sanno mica che io non lo so… dunque è forse sbagliato propinargli saccenza se la mia è superiorità intellettuale? “

Scusate, non vorrei mai propinarvi troppe cazzate sul mio conto ma questa cosa mi rappresenta molto, nella sua banalità.
Non ho occasione di cucinare e scrivere mi fa bene. E non vorrei mai dirvi come si cuoce un filetto di manzo. È l’unica cosa che mangio da mesi. Per gli altri ho già cucinato parecchio e ultimamente non ho avuto le forze. Sono pensierosa. Tutto questo parlare mi sovrasta, non riesco a vivere bene. Avrei la torta Tenerina, con tutte le foto e il procedimento ma di tenero ora c’è poco in me e non mi sembra giusto non essere affatto ispirata e rendere così la ricetta innaturale e magari noiosa. In ogni caso presto vi farò vedere qualcosa, ora accontentatevi della Giulia introspettiva che scrive bene, in italiano, senza K né inglesismi fastidiosi.

Un bacione.
Giulia. In verità poche bestemmie, ma tanto amore.

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Wake me up when Bestemmie end.


Volevo giusto fare un post per spiegare alcune cose che succedono e che voi, riscaldati dalla copertina che vi ha rimboccato vostra madre, forse non sapete e anche perché mi manca un po’ scrivere. E anche se non ho nessuna ricetta pronta da farvi vedere spero di potervi dilettare comunque come feci qui e qui.

Insomma, ho pisciato la sessione settembrina di esami, convinta del fatto che essa non esista e che gli appelli di settembre siano appelli finti, che mettono solamente per metterti ansia. Questo per giustificare il fatto che non mi va di studiare e non ne trovo il tempo materiale perché sono impegnata in cose più importanti e a cui tengo di più. Tipo lo shopping. No, non è vero, non faccio shopping da un sacco di tempo.
In concomitanza con questa mia decisione è successo che il bar e la cucina dell’Angelo Mai hanno dovuto chiudere perché i viggili ci hanno fatto un ordine di chiusura e come motivazione hanno messo che non facciamo attività culturale e somministriamo senza permesso. Successivamente abbiamo fatto ricorso al Tar e questo ha riconosciuto fortunatamente che si fa attività culturale, e anche bella, ma che purtroppo non possiamo far usufruire al pubblico il servizio di bar e cucina. Nell’attesa di trovare quindi una licenza temporanea per somministrare siamo tutti un po’ tristi ma resistiamo e lottiamo contro questo accanimento facendo comunque la programmazione e invitando il pubblico a portarsi cose da bere e da mangiare. Che poi la cosa strana è che tutti rimangono stupiti ma in realtà dovreste essere felici perché potete portare quello che volete. E poi vi lamentate quando volete entrare in un posto con il vostro bottiglione di vodka lemon fatto a cazzo di cane, invece da noi, temporaneamente, potete fare tutto quello che volete.
Vabè comunque siamo tutti un po’ a pezzi, noi dell’Angelo Mai, perché senza bar non possiamo fare molto dato che è l’unica nostra fonte di sostentamento e serve fondamentalmente ad affrontare tutte le spese, tipo pagare gruppi e organizzare mostre e via dicendo. Qui trovate la campagna che abbiamo sviluppato a fronte di queste difficoltà.
Non potete fare molto ma il supporto morale è molto gradito.

Detto questo, io non sto cucinando più come voglio e dato che non sto nemmeno studiando mi ritrovo in un limbo molto sgradevole in cui la bestemmia è all’ordine del giorno più di prima.
Sembra quasi che nel precedente post me la sono tirata da sola, è incredibile. Non dirò più di essere felice, l’equilibrio è così precario che dopo una settimana mi ritrovo di merda un’altra volta.

Poi, cosa posso dirvi senza lamentarmi?
-Tra 11 giorni è il mio compleanno. Voglio gli auguri e prendermi lo sbattitore con i punti della Sma.
-Sono dimagrita un altro kilo e questo mi rende contenta della mia determinazione anche se stamattina sulla crepe Dukan ci ho messo del cioccolato sciolto per renderla appetibile.
-Gli ormoni che sprizzo quando ho il ciclo fanno impazzire gli uomini e questa è una bella cosa.
-X factor è una merda solo in Italia. All’estero spaccano tutti.
-Mi hanno regalato la fiamma ossidrica per fare la crème brulée. Non so ancora se usarla per fare ‘sto dolce o per infiammare chi ancora parla dei Radiohead.
-La Sfiga non esiste, è l’atteggiamento che cambia le cose.
- Merda Dio.

Passo e chiudo.

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