Non è un blog di cucina. È un Diario di Cucina.

Volevo farvi leggere questo:

“Mi pesa ciò che dico.
Ho sempre la sensazione di parlare troppo di me, di espormi molto, di mostrare più di quanto vorrei e, per contro, di percepire poco dell’essenza degli altri.
Mi chiedo quanto arrivi davvero agli altri di me, di me che non mi so spiegare mai senza far confusione, di me che non mi sento ben rappresentata da nessun frammento singolo
che pure mi appartiene, e che nello stesso tempo mi pare che faccia trasparire troppo e a tradimento!
Forse è vero che sono un po’ distaccata dalle cose, ma la sensazione che tra me e il resto intorno ci sia un piccolo vuoto da attraversare non sono sicura che sia una cosa che mi piace, nè che mi dispiace.
Perchè bisogna diventare invisibile per non correre il rischio di essere trasparente.
Non mi importano le interpretazioni distorte, sono superficiali e non mi fanno male.
Ma, se prima non capisco bene me stessa da sola, non posso rischiare che ci riesca qualcun altro, che arrivi alla ” soluzione giusta” prima di me.
Per questo spesso mi pesa ciò che dico su di me, su come la penso, su come mi sento..
E me ne accorgo ora perchè invece mai, mai come adesso, mi sento soffocata da tutto quello che non dico! Forse vorrei non aver bisogno affatto di parole..
Oh, dannazione, invece si, forse non mi importa affatto quanto inutili possano essere, vorrei saperle dire e basta!
In quei minuti in cui sono sola con il mio cuscino penso. Penso molto. Varia da “Cosa faccio con la mia vita?” a “Avevo dei compiti?”. La stanza è molto silenziosa,la mente di meno. La odio perché spesso mi fa pensare alle cose che non vorrei mai pensare oppure mi ripropone di nuovo le cose a cui preferisco non pensare. La frazione di secondo prima di dormire è il secondo piu’ attivo della mia vita.
Mi incastro in cose incredibili tipo quella che sto per dire: Il numero 2 è un numero un pò sfigato, arriva sempre per secondo, mai per primo, accarezza sempre il podio senza mai sovrastarlo. Tutti sappiamo contare fino a 2. Possiamo scriverlo con due barrette romane, o con un ghirigoro arabo, ma sempre 2 resta.
Due è un numero pari, il numero della simmetria, del parallelismo. E’ il numero del corpo umano, infatti abbiamo due gambe, due braccia, due occhi e due orecchie. Solo la bocca e il cuore sono unici. La bocca perchè parliamo già abbastanza, il cuore non lo so.
Erano due anche il Diavolo e l’Acqua Santa, il Gatto e la Volpe e pure Giuseppe e la Porca Madonna.
Siamo tutti un pò due (con la nostra doppia personalità), ma non lo sappiamo …
Dopo un po’ avverto il bisogno di odiare. Il mio odio però è senso critico! Infatti la triste verità è che non esiste più il corteggiamento.
(Sono nata banale e morirò tale)
Una/o clicca mi piace ad una foto e 9 mesi dopo si ritrova con un figlia/o ; una stronza/o/ ; un/a mutuo/a ; una familiare ed un abbonamento ad un quotidiano, sperando di scorgere la sua foto in mezzo al necrologio.
Parlo di cose che non so ma gli altri non lo sanno mica che io non lo so… dunque è forse sbagliato propinargli saccenza se la mia è superiorità intellettuale? “

Scusate, non vorrei mai propinarvi troppe cazzate sul mio conto ma questa cosa mi rappresenta molto, nella sua banalità.
Non ho occasione di cucinare e scrivere mi fa bene. E non vorrei mai dirvi come si cuoce un filetto di manzo. È l’unica cosa che mangio da mesi. Per gli altri ho già cucinato parecchio e ultimamente non ho avuto le forze. Sono pensierosa. Tutto questo parlare mi sovrasta, non riesco a vivere bene. Avrei la torta Tenerina, con tutte le foto e il procedimento ma di tenero ora c’è poco in me e non mi sembra giusto non essere affatto ispirata e rendere così la ricetta innaturale e magari noiosa. In ogni caso presto vi farò vedere qualcosa, ora accontentatevi della Giulia introspettiva che scrive bene, in italiano, senza K né inglesismi fastidiosi.

Un bacione.
Giulia. In verità poche bestemmie, ma tanto amore.

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4 risposte a Non è un blog di cucina. È un Diario di Cucina.

  1. Rosso Fiorentino ha detto:

    A me interessano le interpretazioni distorte, non fanno male, ma sono sbagliate, è una reltà falsa, magari forzatamente tale quella che ne traspare. Come quando fai una battuta su facebook per un allegro e colorito conoscente di cui sai solo che ama idiozie volgari romanesche e ne esce fuori che sei tu il volgare, colui che esagera, che merita di essere ripreso.
    In realtà potresti propinare molte più cazzate da leggere, sarebbero interessanti come questa, immagino; convinta di scrivere bene in italiano, mentre si nota davvero la differenza con gli altri post, dove non ci sono errori, mentre qui ce ne sono diversi e non danno fastidio, hanno un sapore di lettera scritta in fretta e sincera e unica via di fuga, d’espressione, di contatto.
    Vabbeh, giornataccia anche per me, vediamo se quer regazzino de Wario se ne riesce con un severo ma pacato monito ad impedire che il selvaggio abusi della pazienza altrui e niente, i pensieri che fai quando vai a dormire somigliano molto ai miei. Immagino che siano in tanti a formularne di simili.
    Pensavo che non avrei mai scritto qui dopo la giusta ramanzina (destoca)improvvisamente verificatasi qualche giorno fa, come un giusto e forte deputato del pdl che ti dice come devi comportatrti e in cosa devi credere, ma il post era troppo interessante e sincero.
    Eppoi voglio imparare a cuocere un filetto di manzo.
    Bella.

    Rosso

    • giuliamazzone ha detto:

      Gli errori grammaticali oggi hanno un altro senso. Il post è scritto di fretta, in base a una serata e a delle sensazioni. Non ci sono errori. È come se dicessi che nel fogliettino che lasci all’uomo con cui ti sei svegliata prima di andartene sia pieno di errori. No, è pieno di felicità, nonostante la tristezza di andarsene.

  2. LR ha detto:

    è un post di indicibile bellezza, uno di quelli che si potrebbe chiamare Diprè e lui verrebbe col suo carretto di sogni dorati a illustrarne la magnificenza. Il punto non sono gli errori, che peraltro riducono la sospensione dell’incredulità di chi ti legge (posso dire di essere stato rapito in estasi durante la lettura? ok l’ho detto), il punto è il sostanziale errore di fondo che fai nel preoccuparti del pensiero di una massa di decerebrati che puntualmente ti gravita intorno. L’hai scritto bene su facebook: bravi tutti a fa’ gli amiconi nel bene, tutti a cacasse sotto alla prima difficoltà o al primo bisogno di muovere quei due-neuroni-due per fare un pensiero di senso compiuto che non sia totalmente, banalmente hipster. Si, bravi, state tutti bene con le camicione a quadri. Si, carine, siete tutte carine con lo stesso taglio del cazzo da maschiaccio. Si, fighi, siete tutti fighissimi a farvi 3000 foto al giorno solo perché siete apparentemente carini: ma il vostro è solo un involucro e dentro siete pieni di merda di merda di merda. Ma prendo ad esempio gli hipster (che sai che odio come solo i nazisti e la juve) così come potrei prendere altre 300 tipologie di sfigati cool-wannabe, gente la cui miseria è così profonda da non rendersene conto. Tu hai un dono, hai la capacità di FARE, cucinando delizie e smadonnando per la dieta -che però è ancora un altro fare- e poi di scrivere (tra l’altro questo blog te lo deve avere fatto uno proprio fico); gli altri vivono di luce riflessa parlando di cose di cui non hanno cognizione ma che servono soltanto a darsi un tono. E sembra poi che i problemi li abbia solo tu e gli altri siano tutti felici: ma questo è perché tu ti fai delle domande, gli altri non possono. Gli altri fanno cacare. Anche io quando poggio la testa sul cuscino entro in un loop che neanche con l’mda, e questa è una idsgrazia ma è anche l’unica cosa per cui valga la pena vivere.

    e per inciso, molto meglio i post senza bestemmie.

  3. fabio.yyyy ha detto:

    Anche da parte mia tanto amore e poche bestemmie.
    Poche ma fondamentali: dio PORCO e madonna CAGNA.
    Nota bene: dio e madonna minuscoli, PORCO e CAGNA in tutte maiuscole, e non per distrazione ma volutamente.
    A proposito: sapresti spiegarmi come cazzo ha fatto a uscire un PORCO dalla figa di una CAGNA inculata dal bue e sfondata dall’asinello?
    Ancora tanto amore!

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